#tbt: 5 fullbacks that have made ac milan’s history | AC Milan

In the week of the birthdays of Maldini and Serginho, we are telling you the story of 5 Rossoneri full-backs
— 在以下网站上阅读: www.acmilan.com/en/news/history/2018-06-28/5-fullbacks-that-have-made-ac-milans-history

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Lupi: “provo grande soddisfazione” | AC Milan

27 gennaio 2018

LUPI: “PROVO GRANDE SODDISFAZIONE”

Il tecnico rossonero e El Hilali hanno commentato il successo sull’Inter

Al termine del rocambolesco successo nella stracittadina contro l’Inter, Mister Lupi è intervenuto nella zona mista per commentare la sfida.

SULLA PARTITA

“È una grande soddisfazione. Abbiamo affrontato una squadra fortissima che ha giocatori di livello assoluto. Faccio un applauso ai miei ragazzi che sono stati bravi ad interpretare quello che gli è stato chiesto nei particolari. Questa è una cosa importante e che mi fa enorme piacere”.

INTER

“Sono oggettivamente una corazzata, non solo per la posizione in classifica, ma anche per la Supercoppa che hanno recentemente conquistato. Noi abbiamo una media età molto bassa, siamo in una fase di crescita. Sono molto orgoglioso di quello che hanno fatto i ragazzi oggi”.

SULLA SQUADRA

“I ragazzi hanno iniziato un percorso preciso fin da questa estate con Mister Gattuso e il suo staff. Noi stiamo proseguendo questo lavoro. È grazie all’insieme di queste componenti che si ottengono risultati e prestazioni come quella di oggi”.

GABBIA

“Si è inserito molto bene, con grande umiltà. Può essere un ragazzo di grandi prospettive”.

LEGGI IL REPORT DI INTER-MILAN

Ha parlato anche capitan El Hilali, che ha analizzato la vittoria: “Abbiamo fatto un’ottima partita, siamo contenti del risultato ottenuto. Abbiamo portato un risultato molto importante per il club”. Sull’andamento della gara: “Il pareggio ci stava stretto, e dopo aver preso l’1-1 volevamo a tutti i costi vincere, siamo andati in avanti e ce l’abbiamo fatta. È stata una bella rivincita dopo il Derby dell’andata”. Testa ora alle prossime sfide: “Abbiamo la partita contro il Bologna prima, poi penseremo all’Atalanta, è una partita molto importante”.

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https://www.acmilan.com/it/news/settore-giovanile/2018-01-27/lupi-provo-grande-soddisfazione

Gazzetta: Maldini vota Gattuso E anche… Tommasi

●L’ex capitano: «Date tempo a Rino e non chiedetegli la Champions. Italia senza Mondiale? Non si è colta la gravità, io sto con Tommasi»

La Gazzetta dello Sport24 Jan 2018

G.B. Olivero INVIATO A BIELLA

Il bisogno di regole e il rispetto delle stesse sono alla base della vita e quindi anche del calcio. Tra i numerosi cimeli presentati ieri all’inaugurazione della mostra «Il mito del calcio», ce n’è uno particolarmente significativo: le regole di comportamento per i convocati in Nazionale, scritte a mano dall’allora c.t. Vittorio Pozzo. Altri tempi? Certo. Ma senza voler cedere alla tentazione di guardare indietro con eccessiva nostalgia, la deriva del calcio italiano dimostra che di regole ce n’è parecchio bisogno. Così come delle persone giuste per tracciarle e poi farle rispettare. Paolo Maldini è cresciuto con un esempio in casa: il papà Cesare aveva indicato la strada giusta. E Paolo fa lo stesso con i suoi figli: «Ho lasciato che fossero i loro allenatori a parlare di tecnica e di tattica. Io ho solo spiegato come bisogna comportarsi in campo: da uomini, non solo da calciatori». Rino Gattuso ha avuto un percorso differente, dalla Calabria è finito in Scozia, ma come Maldini ha fatto del rispetto delle regole uno stile di vita. Ci sono valori che si possono insegnare solo se li hai dentro di te in modo naturale, come ad esempio la serietà nel lavoro e il senso di appartenenza, si tratti di una squadra di calcio o di un’azienda. Al Milan Gattuso non sta solo allenando: sta educando. Forse anche per questo motivo Maldini ne applaude il lavoro: «Rino sta dando idee di gioco e sta trasmettendo le sue convinzioni. Si vede anche dall’intensità degli allenamenti. Si è trovato in una situazione complicata, ma adesso sta raccogliendo i primi frutti. Naturalmente ha bisogno di tempo». Sembrava più che altro che fosse un allenatore a tempo e invece le cose stanno cambiando. Gattuso potrebbe meritarsi la conferma: «Sarà valutato in base ai risultati, ma è chiaro che non gli si può chiedere la qualificazione alla Champions. Quello era l’obiettivo di inizio stagione, ma poi la realtà si è dimostrata diversa». Sembra che con Gattuso tutta la squadra abbia capito meglio cosa significhi indossare la maglia del Milan: «E’ difficile parlare di senso di appartenenza dopo che sono cambiati i dirigenti, molti allenatori e quasi tutti i giocatori. Però il calcio non è solo tecnica e tattica: è anche mentalità, capacità di stare in gruppo, sacrificio. E Rino può trasmettere i valori giusti».
MONDIALE E FIGC Maldini ha partecipato con Roberto Bettega e Damiano Tommasi all’inaugurazione della mostra (Biella, Palazzo Ferrero e Palazzo Gromo Losa: interessante per adulti e bambini) che in parte è dedicata a Vittorio Pozzo, di origini biellesi e sepolto a Ponderano. Tra i cimeli ce ne sono molti sulla Nazionale ed è inevitabile discutere con Paolo dell’eliminazione dell’Italia dal Mondiale e delle prossime elezioni federali: «Brucia ancora… Una sensazione bruttissima. Ma temo che non si sia colta la gravità di quello che è accaduto. Per due settimane c’è stata una sollevazione popolare, poi tutto è tornato come prima. C’è un sistema difficile da scalfire. Credo che vada supportato Tommasi che ha avuto il coraggio di candidarsi e ha la conoscenza per rimettere il calcio al centro del programma».
PARLA PAOLO «Sistema difficile da scalfire. Damiano ha coraggio e conoscenze»
«Buffon portiere top degli ultimi 30 anni, onorato se farà più presenze di me in A»
BUFFON E IL RECORD Intanto un amico, compagno e avversario di Maldini sta per compiere 40 anni e difficilmente batterà il record di presenze in Serie A detenuto proprio da Paolo: «Buffon ha solo 40 anni? Impossibile… Scherzi a parte, non ha ancora annunciato che smette di giocare. Se non dovesse battere il mio record sarei contento per me, ma se invece ci riuscisse sarei onorato che fosse lui a superarmi. E’ il più grande portiere degli ultimi 30 anni».

 

Mauro Suma:Dalla buonuscita di Galliani a quella di Thohir. Le pagliuzze Covisoc e Bonucci. E la trave? Juventus, Cristante il “cavallino” di Allegri

Per mesi i tifosi del Milan si sono lacerati e divisi, rimpallandosi accuse e insulti, attribuendo all’esosa liquidazione richiesta da Adriano Galliani il Milan bloccato e limitato da guerre intestine dall’ottobre 2013 al maggio 2016.  Non c’era, come volevasi dimostrare e come più volte scritto in questa sede, nessuna liquidazione. E’ un argomento inesistente, non previsto, non dovuto, che non a caso durante la lunga fase del closing rossonero, non è stato mai in alcun modo trattato o sfiorato. Dopo il closing, Adriano Galliani ha proseguito il suo lavoro nell’ambito dello stesso contratto che aveva, con Fininvest, da ad del Milan. C’è oggi un’altra liquidazione passata, quasi, sotto silenzio, ma sulla quale l’ambiente mediatico interista (che siano diventati più furbi?) non si sofferma punto. Una liquidazione, si è scritto, è stato anche smentito ma siamo abituati alle smentite cui si passa sopra e questo “dovrebbe” valere per tutti, da 200 milioni di euro come controvalore per le sue quote. Un argomento che sarebbe fra quelli che potrebbero limitare nettamente il mercato di gennaio interista. Qualcuno se lo vede Spalletti che ha bisogno come il pane di un difensore centrale, di un terzino e di un attaccante, mentre gli rispondono che fra i tanti problemi c’è anche quello, ehm, di affrontare il tema delle spettanze presidenziali, per cui, ehm, bisogna andarci piano e attendere un attimino?

Non sappiamo e non vogliamo sapere, non è questo il punto, se Bonucci non volesse smentire anche ufficialmente dopo aver fatto trapelare comunque le proprie smentite mercoledì sera in tutte le redazioni dei giornali, o cos’altro sia. Ma era doveroso per i giornali chiederselo. Esattamente, però, come altri si stanno ancora chiedendo che fine abbia fatto quel vertice, quella riunione, quell’incontro fra la Uefa e la Covisoc (la commissione di vigilanza del calcio italiano) che era stata presentata come il nuovo, allarmante, grado di giudizio per il Milan sul fronte domestico, dopo il no al voluntary agreement. Così come il Milan ha il dovere di riscattarsi sul campo davanti ai propri tifosi, i lettori dei giornali hanno il diritto di avere il seguito. Quindi? Quando lo diciamo che non c’è stato nessun vertice? Che c’è stata una semplice telefonata di Uefa a Covisoc per recepire i parametri italiani di iscrizione ai campionati per rendere omogenea la discussione del settlement? O nella settimana in cui l’intervista di Balotelli è uscita nello stesso momento, lo stesso mattino, con la stessa strategia giornale-tv che adottano i club calcistici come se esistesse un club trasversale con propri precisi punti di riferimento, il mondo della comunicazione che discute di se stesso deve bersagliare solo il Milan…Un Balotelli nuovo peraltro, riveduto e corretto, ecumenico nei confronti dell’Inter e sospettoso in maniera inedita sul Milan. Insomma c’è questa moda di dargli al Milan, sempre al Milan e solo al Milan. Ed è tutt’altro che sindrome da accerchiamento. Tra Brignoli e Bessa, ci sono semmai cerchi alla testa, non l’accerchiamento. E non siamo nemmeno masochisti, con proprio tutta la voglia del mondo di attirarci le contumelie dei tifosi dell’Inter. Ma diventa sospetto, non ce ne vogliano, ma quasi da sala macchine delle notizie, da centrale unica dell’ispirazione dei titolisti, che si dia addosso sempre e solo al Milan nella settimana in cui, oltre alla liquidazione di Thohir, le notizie lette sul web sono: il quotidiano sportivo cinese Titan che commenta (ma potrà?) che se “Suning è un vero patriota deve disimpegnarsi dall’Inter”; dopo l’emissione del bond sono stati dati in pegno, oltre a molto altro, anche alcuni conti correnti del club agli obbligazionisti; ballano 70 milioni per l’applicazione del fair play finanziario estivo; 25 milioni di naming rights rilevati nell’esercizio chiuso a giugno 2017 non sono ancora stati pagati; continuità aziendale dell’Inter che potrebbe essere a rischio in caso di applicazione estrema delle linee guida sugli investimenti all’estero elaborate nel corso del 2017 dal governo cinese. Credeteci, davvero, nessuno augura nulla a nessuno, mancherebbe, ma se in tutto questo il problema è la rassegna stampa di Bonucci, è come quella scena di Checco Zalone per la prima volta a tavola nella famiglia allargata di Bergen in Quo Vado…Non sarà un riferimento da storia del cinema, ma almeno ci capiamo.

Lo darà un occhio Massimiliano Allegri a Milan-Atalanta, prima di Juventus-Roma? Ce lo chiediamo, perchè è proprio la sua ultima partita da allenatore del Milan: 3-0 per i rossoneri, gennaio 2014. Da quel momento in poi, due punte o non due punte, il Milan non ha più fatto un solo gol in campionato contro l’Atalanta a San Siro. Ma Max butterà per alcuni minuti l’occhio sulla sfida di San Siro perchè lo fa sempre quando gioca il suo “cavallino”. Bryan Cristante, che Allegri ha fatto esordire nel Milan nel 2011, era proprio il “mio cavallino” per Allegri. Le due domande che faceva sempre il sabato erano: cosa ha fatto la Primavera? Come è andato il mio cavallino? Se questo possa preludere ad un futuro bianconero di Cristante lo si può supporre, ma non prevedere con esattezza. il fatto è che Cristante non è un giocatore per tutti gli allenatori. Come dimostrano le esperienze negative di Lisbona, di Palermo e di Pescara, prima di incontrare Gasperini, il centrocampista friulano ha bisogno del tecnico giusto, al momento  giusto e al posto giusto. Cristante, il nuovo Marchisio. Come suggestione ci sta, il resto si vedrà.

Il miglior gol della stagione è di Locatelli

Inserimento, controllo in corsa, ingresso in area e collo esterno destro, con la palla che tocca la traversa e si infila all’angolino della porta di Buffon. Poi l’esultanza, in ginocchio sotto la Curva Sud. Un gol così, alla Juventus, in un San Siro tutto esaurito, lo sogna qualsiasi giocatore: lo ha realizzato Locatelli, il 22 ottobre 2016. Una rete di rara bellezza e da 3 punti, rimasta negli occhi e nel cuore dei tifosi che, diventati giudici per il nostro sondaggio, l’hanno eletta la migliore della stagione 2016-17.In finale, Manuel ha battuto il compagno Zapata nel Derby. Da 8 gol a uno solo, scelto dopo una speciale gara a tappe – a partire dal termine della scorsa Serie A – attraverso i social media ufficiali AC Milan: Facebook, Twitter, Instagram e G+. Complimenti Loca!
Written by Daniele Castagna (source: acmilan.com)
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Ariedo Braida…tell me more

After the departure of Andoni Zubizarreta, Barcelona announced the arrival of Ariedo Braida. Mina Rzouki outlines what we can expect from Milan’s ex-director…

At Milan, a club once renowned for their gloss and glamour and high octane atmosphere, Ariedo Braida dulled the crass shine of the nouveau riche with old fashioned elegance. By contrast to those he associated with, the director was eloquent, sincere and renowned for his etiquette – a quality that made the difference in a working class sport that had begun to gorge itself on excessive wealth. He still cared to listen, to lend a helping hand and for that, great players such as Marco van Basten and Andriy Shevchenko arrived, helping to create an outstanding Milan.

Fundamental in constructing the sides deployed by one of Europe’s greatest teams, Braida may have been sophisticated be he was also a businessman when it came to closing the deals and getting the men he wanted, continuously beating the competition. His greatest talent was in realising what people needed and how to approach individual situations.

Frank Rijkaard? He had to act quickly, admitting that after he got the signature, he rushed to the toilet and stuffed the contract down his trousers to ensure its safety from the protesting Sporting fans.

Shevchenko? He appealed to the Ukrainian’s ambition, giving him a Milan jersey with his name on the back, Placing it in his hands he whispered “With this, you’ll win the Ballon d’Or.” And he did.

As for Kaka, while Leonardo was the man who noticed and contacted him, he was also the one that was about to lose him. Braida believed in the player and in his ability to compete and thus made the effort to remain in contact, softly wooing the Brazilian until the deal was completed. Without Braida, Kaka may have never have arrived at Milanello.

At times, Braida proved to know even more than the best Coaches in the world and that includes the great Fabio Capello. With Milan in need of a forward, it was Braida who saw the potential impact George Weah would make and acted quickly to bring the African to the city despite the nonchalance of the Coach, who was yet to trust the player’s quality. Not only did Capello not believe but he reportedly remarked that the club had bought him a ‘waiter’.

O ye of little faith. Weah not only proved to be a sensation but he helped Milan win two Scudetti, picking up the Ballon d’Or in 1995. Braida had known the outcome all along.

Sadly, the sporting director was never truly given the credit he deserved for his vision, sage advice and excellent dealings. Silvio Berlusconi, Vice-President Adriano Galliani and even Leonardo all boasted rambunctious personalities and a desire for adulation. As such Braida was forced to be content with only a few words of praise for the pivotal role he played in the arrival of the true greats and the construction of a balanced team.

That’s not to say he was always right or never made mistakes. His critics will point out that the Rossoneri did let Patrick Vieira go, while Christophe Dugarry was preferred to Zinedine Zidane, much to Juventus’ pleasure. Meanwhile the director was highly lauded for the purchase of Thiago Silva even though the centre-back admitted his arrival at Milan was largely due to Leonardo.

Others go so far as to say that his job was hardly difficult considering he was working for a European giant that once boasted an enormous budget and a brand that attracted the greatest talent. When the money dried up and the quality of the League deteriorated, so too did Braida’s reputation as that of a great negotiator and talent spotter. In truth he was made a scapegoat for Milan’s failures, eventually phased out by the club to which he dedicated 27 years of life.

After a brief stint with Sampdoria, Braida is back to working for a European giant with the capability of attracting the stars – a task at which he’s previously excelled. But it remains to be seen whether he still has the charm to accomplish the greatest feats in a world full of competition and even more money.

http://www.football-espana.net/48597/ariedo-braida%E2%80%A6tell-me-more

La nuova vita di Maldini lontano dal Milan sarà testimonial dell’ Italia

MILANO Ha fatto boxe, il papà a tempo pieno, le partite di calcio con gli amici sull’ erba sintetica di un campo amatoriale e il tifoso milanista a San Siro. Ma l’ autentico anno sabbatico di Paolo Maldini sta per finire. Era cominciato il 31 maggio 2009 a Firenze, con l’ addio a 41 anni, dopo 25 stagioni da calciatore. Si concluderà il prossimo 28 maggio a Nyon, in Svizzera, dove l’ ex capitano del Milan e della Nazionale sarà il testimonial della candidatura italiana per Euro 2016. Anche se il compito per ora è di sostanziale rappresentanza e senza contratto, la prima uscita ufficiale dopo il ritiro significa che ormai è pronto per rientrare da protagonista. Se lo contendono la Figc, che ha il vantaggio di battezzarlo al futuro in giaccae cravatta, il Milan, che può fare leva sul senso di appartenenza per plasmarlo dirigente, e l’ Uefa di Platini. Un mese fa il presidente federale Abete e il vicepresidente Albertini, amico ed ex compagno di squadra di Maldini, lo avevano individuato come ambasciatore ideale, nell’ atto finale della sfida con Francia e Turchia per l’ assegnazione dell’ Europeo 2016. Ieri l’ ex difensore azzurro (126 presenze, dietro le 132 di Cannavaro) ha detto sì: è un simbolo del calcio italiano, si muove con disinvoltura sotto i riflettori, ha un ottimo eloquio, anche in inglese, e un prestigio internazionale per nulla scalfito dalla recente vicenda giudiziaria per presunta corruzione legata a controlli fiscali. A Nyon un suo breve discorso accompagnerà il dossier della Figc, già visionato favorevolmente dall’ Uefa. L’ ostacolo alla candidatura, più della legge sui nuovi stadi in via di approvazione (ma forse non entro il 28), è la forza politica della Francia: si temono manovre per fare convergere voti sulla Turchia e tagliare fuori l’ Italia. In ogni caso a questa prima esperienza potrebbe seguire un impegno più consistente di Maldini nell’ eventuale organizzazione dell’ Europeo o nello staff federale, con un ruolo da definire ma sicuramente non di secondo piano. Scartata l’ idea di fare l’ allenatore o il direttore tecnico in Nazionale o al Milan (che gli aveva proposto anche un incarico di guida del settore giovanile, ottenendo un rifiuto), l’ ex fuoriclasse attende l’ imminente rinnovo dei quadri tecnici rossoneri e azzurri. Berlusconi oscilla tra Filippo Galli, Tassotti, Van Basten e Allegri, ma sa benissimo che, a prescindere dal nome del nuovo allenatore scelto al posto di Leonardo, il club non può temporeggiare troppo, se non vuole perdere il suo antico capitano. Abete aspetta il via libera della Fiorentina, per contattare Prandelli come successore di Lippi, osserva la situazione alla Roma (Ranieri è l’ altro naturale candidato ct) e si tiene di riserva la soluzione Sacchi: magari con Zola come vice e proprio con Maldini come uomo nuovo della Figc.

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2010/05/08/la-nuova-vita-di-maldini-lontano-dal.html?ref=search