L’addio a Sergio Mascheroni Milan e Crotone ai funerali

Veniano, L’abbraccio di Paolo Maldini e di Nelson Dida alla famiglia del preparatore atletico morto in montagna

Tanta gente oggi pomeriggio ai funerali di Sergio Mascheroni, il preparatore atletico del Crotone calcio ( e prima ancora di Milan e Foggia) morto mercoledì dopo una caduta in montagna.

L’addio a Sergio Mascheroni  Milan e Crotone ai funerali

Veniano , Serginho con il padre di Sergio Mascheroni

Veniano , Serginho con il padre di Sergio Mascheroni 
(Foto by Andrea Butti)

Alla cerimonia erano presenti tanti amici di Albavilla, il paese originario della famiglia e di Veniano, soprattutto tanti giocatori: la squadra del Crotone al completo arrivata con un volo charter messo a disposizione dalla società.

Veniano  Jens Lehmann

Veniano Jens Lehmann 
(Foto by Andrea Butti)

Folta la rappresentanza del Milan a partire da Paolo Maldini e il portierone Dida con i colleghi Jens Lehmann e Valerio Fiori oltre al difensore brasiliano Sergignho. Con loro, tra gli altri, anche Giovanni Stroppa , Daniele Tognacchini (storico preparatore atletico del Milan).

https://www.laprovinciadicomo.it/stories/Erba/laddio-a-sergio-mascheroni-milan-e-crotone-ai-funerali_1323719_11/

SERGIO MASCHERONI: AC MILAN’S DEEPEST CONDOLENCES

Sergio Mascheroni, long time fitness coach at AC Milan, has passed away

Sergio Mascheroni was a long-term collaborator and good friend to AC Milan. He would have turned 44 this coming January but has tragically passed away. As a fitness coach at AC Milan, he was an integral part of our Club from 2002 to 2016. We send our deepest condolences to his family. Farewell, Sergio. 

https://www.acmilan.com/en/news/club/2019-10-02/sergio-mascheroni-ac-milans-deepest-condolences

Gattuso ricorda il ‘suo’ Milan: “Champions 2007? Vinta in ritiro a Malta, tra freddo e vino”

L’allenatore del Milan Gennaro Gattuso ha ricordato alcuni dei suoi successi da calciatore, svelando simpatici retroscena

Anche Gennaro Gattuso è intervenuto durante l’incontro di presentazione del libro “Da Calciopoli ai Pink Floyd” di Alberto Costa concentrandosi soprattutto sul passato da giocatore del Milan“Galliani e Berlusconi pagavano buoni premi, ho preso tante di quelle multe da 1 milione-1 milione e mezzo, con tutti i danni che ho fatto. Poi meno male che vincevamo trofei e tutto passava in secondo piano. La rissa Ibra-Onyewu? Ci allenammo al campo 6, si sono acchiappati e pesavano 100kg l’uno: ho preso due schiaffi, e alla fine ho detto “ammazzatevi”. Ambrosini neanche si avvicinò, io da eroe mi sono avvicinato e ho provato a fermarli anche con un calcio, sono andato via poi. Nessuno poteva fermarli, si son sfogati. A Ibra poi è passata subito, non gli piace portare rancore: ad avercene di giocatori come lui”.

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L’allenatore dei rossoneri continua: “La salvezza del Milan in questi anni è stata il rispetto delle regole, poche volte Galliani è intervenuto: eravamo noi a rispettare la storia, c’era grande mentalità. Oggi si fa più fatica, la mentalità dei giocatori è cambiata: il primo giorno in cui sono andato a Milanello e mi sono fatto la barba ho lasciato due peli sul lavandino e Costacurta mi diede uno schiaffo in testa, dicendomi di pulire. Facevo fatica a parlare la stessa lingua che ho parlato l’ultimo anno in cui ho giocato in rossonero, per questo andai via: ora viviamo un’epoca diversa rispetto al passato. Si può tornare come prima, ma non bisogna dimenticare che i tempi son cambiati: è normale che se un allenatore crede fortemente in ciò che fanno i ragazzi, con passione e voglia, debba avere la fortuna di avere giocatori che facciano questo”.

Gattuso non riesce a trattenere i ricordi che riaffiorano nella sua mente: “Una volta si sentiva solo musica italiana negli spogliatoi: ora se metti musica italiana in spogliatoio ridono, va di moda l’hip-hop. Se metti Pupo(tutti ridono). Oggi tutti i giocatori guardano partite che giocano in campionati esteri e ascoltano la musica con le cuffie. Poi se metti regolamenti si lamentano, cercano alibi e pensano alle loro abitudini: ognuno ora pensa al suo orticello, alle cose che gli piace fare. Io sono arrivato nel ‘99 e la tecnologia non era arrivata ai livelli di oggi, la musica si ascoltava il giusto. Da allenatore è una cosa che non concepisco quella di ascoltare la musica prima delle partite, ma l’ho accettato ora e mi sono aperto per non essere un disadattato. Era meglio sentire Pupo che quella schifezza di musica hip-hop che non si capisce niente”, prosegue l’allenatore rossonero.

Poi un aneddoto che fa capire quanto quel Milan fosse compatto in tutti i suoi componenti: Nel 2007 vivevamo un periodaccio e la società ci mandò a Malta  per il ritiro: faceva un freddo cane, eravamo tutti incazzati con Galliani. Dopo essere tornati a Milano, ci tornammo. Quell’anno vincemmo poi la Champions: stavamo fino alle 5 di mattina in 10-14 tra noi, bevendo un bicchiere di vino. Queste cose ci hanno rafforzato, oggi i giocatori mangiano, si alzano e vanno via. Ho giocato con tantissimi campioni, ma per essere tale devi essere coerente, non saltare un allenamento: Maldini per non saltare un allenamento prendeva 1-2 aulin al giorno, per me è il più forte con cui abbia mai giocato. Se all’epoca si diceva che non si dovevano vincere i giornali, così i giornali non si leggevano”.

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E dopo aver parlato a lungo degli altri, la conclusione è tutta dedicata a sé stesso: “Nella vita ho sempre pensato di diventare il più forte nel mio ruolo, l’incontrista: ho cercato di migliorarmi, avevo qualità. Così scarso tecnicamente non ero, ma sapevo quale fosse il mio lavoro e quali fossero i miei limiti. Questo mettevo a disposizione”, ha concluso Gattuso.

https://gianlucadimarzio.com/it/dichiarazioni-gattuso-milan-ricordi

Cosi il Milan cinese spiava i dipendenti e pedinava i giornalisti

“La notizia è quella cosa che qualcuno, da qualche parte, non vuole sia pubblicata. Tutto il resto è pubblicità”. La frase di Lord Northcliff, giornalista ed editore inglese ai primi del 900, cofondatore e proprietario del Daily Mail e del Daily Mirror, non perde mai di attualità. A maggior ragione oggi, negli attuali tempi difficilissimi per chi fa il mestiere del giornalista.

La trama che ormai si sta delineando sull’ultimo anno e mezzo del Milan, nelle sua epoca cinese, è degno di un libro di spionaggio di John le Carré. Dopo tutti i dubbi sulla provenienza dei soldi di Yonghong Li, sparito dopo aver perso 400 milioni, ora emergono altri dettagli a tinte fosche dell’epoca cinese.

Nel voluminoso dossier che è stato presentato dal Milan, sotto la nuova gestione del gruppo finanziario americano Elliott, nella causa al Tribunale del Lavoro contro l’ex-amministratore delegato Marco Fassone, viene alzato il velo su un sistema sistematico di spionaggio utilizzato con costanza nei confronti di dipendenti del club e alcuni giornalisti, quelli più critici verso la gestione cinese. Quelli che sapevano, restavano indipendenti nei giudizi e non si piegavano ai comunicati ufficiali.

Nel Sole 24 Ore oggi in edicola queste attività vengono dettagliate e circostanziate.

Tutto inizia da un’attività di controllo delle voci di bilancio del nuovo Milan. Nel mese di luglio 2018 risultava infatti, tra i solleciti di pagamento pervenuti al club, anche un sollecito di fatture ancora inevase da parte della società Carpinvest, agenzia investigativa di Carpi. Inizia così la vicenda oggi sotto i riflettori per il dossier presentato al Tribunale di Milano.

L’attività di controllo successiva ha portato a svelare le motivazioni delle spese per circa 80mila euro. Tra le note di pagamento, c’è la fattura numero 134 del 31 marzo 2018, pari a un importo complessivo di 79.932 euro, risultata essere stata ammessa a fronte dello svolgimento di attività investigative, da parte appunto di Carpinvest.

Ad essere conoscenza di questa attività erano Marco Fassone alcuni alti dirigenti del gruppo rossonero, non si sa se su diretto ordine di Yonghong Li (o meno). Proprio l’ex-Ad nel mese di gennaio 2018 incontra i responsabili dell’agenzia investigativa e fa presente agli stessi la necessità di intervenire urgentemente al fine di evitare la continua fuga di notizie relative a dettagli economici e piani industriali della società sulla carta stampata”.

Ad essere spiati e pedinati erano 4 giornalisti di testate nazionali: Carlo Festa del Sole 24 Ore, cioè il sottoscritto, Luca Pagni e Enrico Currò di Repubblica e Tobia De Stefano di Libero Giornale, spiati e pedinati per giorni e giorni: con 4 investigatori e due auto a supporto per 11 giorni consecutivi.

Sui dipendenti e nelle stanze di Casa Milan venivano utilizzati il digital forensic, cioè il recupero e l’indagine del materiale trovato nei dispositivi digitali, avvenuto su 9 personal computer e smartphone, bonifica ambientale, per individuare possibili microspie nelle stanze del club. Per i giornalisti c’era invece il monitoraggio dinamico, ossia i pedinamenti e gli appostamenti.

L’avvocato di Fassone spiega che il suo assistito non è coinvolto in alcuna attività di spionaggio. Ma i pedinamenti e i controlli sui dispositivi elettronici ci sono stati e sono documentati. E allora chi ha incaricato Carpinvest? Chi sapeva? Il colpevole è il solito Yonghong Li, ormai sparito, che dava ordini dalla Cina?

http://carlofesta.blog.ilsole24ore.com/2018/12/23/cosi-il-milan-cinese-spiava

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Ivan: un marziano a milano

Di marziani travestiti da top player , dacché CR7 è atterrato fra noi , si parla molto nella speranza che un extraterrestre buono – ricordate il delizioso Et di Spielberg? – indichi al calcio italiano la strada per tornare a risplendere come un tempo , stella di prima grandezza nel firmamento del pallone . Certo , considerato lo stato dell ‘ arte ( Juve esclusa naturalmente ) , non ne basta uno . Servirebbe un ‘ invasione…Bene , buone notizie : l ‘ impressione è che dalle parti di San Siro, senza particolari fanfare , ne sia sbarcato un altro . Non calpesterà fisicamente l ‘ erba degli stadi , ma è destinato a lasciare il segno , a cambiare il destino del Milan e della nostra amata pelota quanto il divino Ronaldo . Visto da vicino , Ivan – si pronuncia « Aivan » – Gazidis , non ha nulla di terribile . Il nuovo Ad rossonero è liscio e perfetto come un monaco zen vestito Savile Row , elegante nell ‘ eloquio , suadente ma affilato come una lama , appassionato il giusto , controllato sempre . Le mani accompagnano il discorso con grazia come se cullassero l ‘ interlocutore . Un felino senza apparente aggressività . Le movenze di un fuoriclasse . E come tale remunerato dal fondo Elliott , che lo ha convinto ad abbandonare Londra e il suo Arsenal per gettarsi nella nuova avventura . Per il Diavolo , ha in mente un progetto sportivo prima di tutto , poi economico e organizzativo , che punta a proiettare nel futuro la società rossonera , squassata dall ‘ esperienza cinese e dalla minaccia Uefa , agganciandola alle dinamiche del calcio globale . Un club capace di sostenersi con l ‘ autofinanziamento , ricco di giovani talenti e di altrettanto giovani appassionati , con uno stadio di proprietà in condivisione con i cugini dell ‘ Inter . Non necessariamente il vecchio e mitico Meazza , e questa è già una novità forte . Piuttosto una nuova casa comune dei tifosi milanesi , un impianto stellare e all ‘ avanguardia da far invidia all ‘ Emirates su cui ha governato per l ‘ ultimo decennio . Un sogno . Ma a occhi ben aperti . Per rassicurare tutti , milanisti e non , sul fatto che l ‘ uomo è capace di raggiungere i traguardi che immagina , conviene ascoltare con attenzione la sua storia , raccontata senza un grammo di enfasi , e capire da dove è partito .

Gazidis nasce nel 1964 a Johannesburg da una famiglia greca trapiantata in Sudafrica , in piena apartheid . Quando vede la luce , suo padre Costa , un medico dal carattere bizzarro e indomabile , amico di Mandela e militante bianco dell ‘ African National Congress , il partito della resistenza nera , è al carcere duro come sovversivo . Per rendere più acuta la tortura , il regime razzista gli fa annunciare da un secondino che il figlio è morto durante il parto . Lo abbraccerà solo tre anni dopo quando viene rilasciato e decide di portare la famiglia in salvo a Manchester . Insomma , Gazidis viene su come un migrante , un esiliato , un rifugiato . Cosa che non dimentica , facendone la pietra angolare del proprio edificio intellettuale . Il ragazzo coltiva una passione divorante per il calcio e per il Manchester City . Si diletta anche di fisica e di filosofia , ma soprattutto ha un gran talento legale che affina nelle aule di Oxford . Diventa avvocato e per sei anni ha una brillante carriera tra legge e affari sinché i fondatori della neonata Major League Soccer lo convincono a trasferirsi negli Stati Uniti , dove fa decollare il calcio professionistico , entità sino ad allora sconosciuta , ed estranea , alla mentalità americana . Ci resta per 14 anni fino a diventare Deputy Commissioner , architetto di un successo che ha due fondamenti : un business plan preciso ma progressivamente aggiustato sulla base dell ‘ esperienza e gli stadi di proprietà . Ha raccontato spesso degli albori della MLS , in cui le squadre giocavano nelle immense cattedrali del football americano dove 15 mila spettatori sono solo una stilla di tristezza , e della rivoluzione imposta dai Los Angeles Galaxy , i primi a costruire un proprio , modernissimo impianto . Sono loro a fare bingo . Una lezione che si porta dentro e che sicuramente cercherà di tradurre velocemente in italiano , lingua che ha già cominciato a studiare con risultati piuttosto sorprendenti .

Nel 2008 , il callido avvocato si lascia ammaliare dalla grande sirena : i dirigenti dell ‘ Arsenal lo riportano a Londra e gli affidano le sorti di una squadra di grande blasone che ha il problema opposto . Lo stadio c ‘ è , e che stadio . . . Ciò che manca è una moderna concezione della struttura societaria . Il club , circonfuso del mito di Wenger , compie un errore assai comune anche da noi : pensa il calcio con un attaccamento venato di nostalgia , come il fenomeno a cui ci siamo appassionati da giovani e che vorremmo sempre replicato senza cambiamenti o sterzate . Ma il mondo del pallone cambia vorticosamente ed è ormai un business globale dove entri con il peso delle tue tradizioni e i tuoi valori , certamente , ma devi muoverti con la velocità e la leggerezza di Messi e di Ronaldo . Un lavoretto di trasformazione non facile , anche perché i Gunners sono , allo stesso tempo , la squadra della Regina Elisabetta II e dello scrittore Nick Hornby , quello di « Febbre a 90° » per intendersi . Due mondi in uno . Gazidis vince la sfida economica facendone il quinto club più potente al mondo . A chi gli ricorda che non ha avuto uguale fortuna nei risultati sportivi risponde che se mai l ‘ Arsenal tornerà a vincere la Premier , o la Champions , lo dovrà ai suoi saldissimi fondamentali economici . E comunque il popolo dei tifosi – nobili e intellettuali compresi – si divertono e in quella casacca rossa e bianca si identificano . Appartenenza , identità e passione . Parte tutto da qui il credo di Gazidis . Dalla gente , non dai business plan o dal mercato . Nelle rare interviste usa un ‘ iperbole brutale ed efficace . Dice più o meno così . . . Guardiamo una partita e vediamo 22 milionari che pigliano a pedate un pezzo di cuoio e tentano di infilarlo in una rete. Se il calcio è questo , chi se ne frega ? No, il calcio è emozione, calore, orgoglio di appartenere a una bandiera . Per questo è fondamentale il lavoro della famosa Academy che all ‘ Arsenal porta ogni anno due o tre giovani in prima squadra . Uno schema che verrà replicato al Milan , tanto che nella sua prima apparizione milanese si è materializzato al Vismara , il campo dove crescono i nuovi talenti . Per il tifoso , pensa il nuovo Ad , il campione cresciuto in casa è il paladino di una buona causa . La prova che la propria passione è ben spesa e ben ripagata . Per questo non si sogna di mettere in discussione Leonardo , Gattuso e soprattutto Maldini , che vede come la perfetta incarnazione dell ‘ eroe rossonero , della storia e dei valori da cui il Diavolo deve partire per riconquistarsi un posto in paradiso .

Poi , ma solo dopo , viene la parte pratica . Cioè il bello e il difficile . Il progetto di Gazidis non si cura troppo , almeno per ora , delle scadenze temporali . L ‘ importante è il metodo . Declinato in quattro semplici parole d ‘ ordine : 1 ) Football First : non c ‘ è altra stella polare che il calcio e i risultati sportivi . 2 ) Stadio di proprietà : come si è detto in coabitazione con i nerazzurri perché il peso dell ‘ investimento è ripartito tra le due società e aumenta il ritorno per gli sponsor . 3 ) Crescita internazionale sul piano commerciale e dei servizi : investimenti sul marketing , il rapporto con i fans , il digitale e il merchandising sfruttando appieno la notorietà del brand Milan in tutto il mondo . 4 ) Attenzione massima ai rapporti con l ‘ ecosistema calcio : Scaroni si curerà della Lega e della Fige , mentre lui si occuperà in presa diretta del fronte internazionale . A chi gli fa notare che nel passato recente il Milan ha perso quattrini a bocca di barile , in media un centinaio di milioni l ‘ anno , e che il financial fair play della Uefa incombe come un cappio , Gazidis risponde rovesciando la logica del discorso con un sorriso sornione : ha sempre lavorato in realtà dove la disciplina di bilancio è la regola , eppure ciò non ha frenato le ambizioni , anzi ha sviluppato efficienza e creatività . Insomma , non dice che tirare la cinghia aguzza l ‘ ingegno e fa bene ai club , ma lo pensa eccome . Vent ‘ anni fa il calcio italiano aveva il mondo nelle sue mani , ma non ha investito su se stesso ed è finito in serie B . Ora , l ‘ intero movimento ha l ‘ occasione per tornare a volare . E il Milan deve diventarne un propulsore , ruolo che non dev ‘ essere lasciato alla sola Juventus . Dunque , che tipo di amministratore sarà Gazidis ? Che ruolo gli ha ritagliato Elliott ? L ‘ azionista è un fondo d ‘ investimento con un ‘ impronta famigliare e un modus operandi particolare : l ‘ impegno nel Milan può essere anche di lungo periodo e senza particolare scadenza . Per questo ha individuato un manager d ‘ esperienza in tutti i settori societari , compreso quello sportivo , e l ‘ ha messo al timone . Lo skipper è indiscutibilmente lui . Ma come in una barca da regata , il suo successo dipende dalla capacità di coordinare , di disegnare un modello di connessione tra le grandi professionalità di cui è composto l ‘ equipaggio . Tenendo conto che il nuovo Milan parte controvento ed è chiamato ad affrontare mari tempestosi .

D ‘ altronde il nostro uomo ha sempre mostrato una propensione particolare per le sfide. Lo affascina l ‘ idea di abbandonare la sua «comfort zone » , la nicchia di successo personale , la strada che conosce , per inventarsi un nuovo percorso , un ‘ avventura in cui giocarsi tutto . Curioso notare come lo stesso concetto di « comfort zone » sia stato utilizzato dall ‘ altro marziano, CR7 , proprio sulla Gazzetta , per spiegare il suo addio a Madrid. Qualcosa li accomuna: il gusto del rischio e le idee chiare . Gazidis non ha paura di affermare che il calcio è prima di tutto inclusività e diversità . Non teme la politica e lo stato incerto del Paese in cui è atterrata la sua astronave. In chiusura, tradisco l ‘ impegno solenne a non virgolettare nulla di quanto ho sentito perché penso che ne valga la pena: « Il calcio è bellezza , e la bellezza è una forza potente nel progresso di una società » . In bocca al lupo, Ivan, anzi Aivan. « Crepi » risponde lui, in perfetto italiano. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

Dicembre 11, 2018. Gazzetta dello Sport

F. Galli: “Daniel Maldini talento innato, ha le movenze di Paolo”

Gennaro Gattuso ha infatti deciso di convocare il più piccolo dei Maldini, cioè Daniel, classe 2001. Di lui si parla un gran bene e c’è molta curiosità di vederlo in campo. Per conoscerlo meglio, i colleghi di Calciomercato.com hanno intervistato Filippo Galli, ex responsabile del settore giovanile rossonero: “Daniel ha un talento innato che ha spesso mostrato nel settore giovanile, vincendo anche il campionato nazionale under 16″, ha esordito Galli. Che ha poi continuato: “E’ un giocatore che ‘vede’ calcio, ha letture davvero importanti. Ha fatto un percorso nel settore giovanile che gli ha permesso di sviluppare determinate doti che sono fondamentali se si vuole fare questo sport a un certo livello“.

Il ruolo è molto diverso rispetto a quello di papà Paolo e nonno Cesare: “Gioca sulla trequarti, ma può fare bene in diversi ruoli“. Molto simili sono invece le movenze: “Si, effettivamente sia lui che suo fratello Cristian hanno delle movenze di Paolo, lo stile della corsa è simile“. Infine sul peso del cognome, che non pare incidere sulla testa del ragazzo: “Sinceramente non mi pongo il problema del cognome pesante, non ha mai dato la sensazione di subire o voler far leva su questo aspetto“.
— Read on www.milanlive.it/2018/09/07/news-milan-galli-daniel-maldini/

The Insider | Contesa sulla buonuscita al Milan, Elliott mette sul piatto 2,5 milioni ma Fassone ne chiede 10

La rivoluzione manageriale del Milan, sotto la gestione Elliott, ha lasciato strascichi in Tribunale. La vicenda che resta maggiormente sotto i riflettori è quella che coinvolge l’ex-Ad, Marco Fassone.
Subito dopo essere stato revocato da Elliott, sarebbe stata proposta a Fassone dal fondo Usa una buonuscita di 2,5 milioni di euro. Ma l’ex-Ad del Milan, sempre secondo le indiscrezioni, avrebbe chiesto una cifra superiore ai 10 milioni di euro, che Elliott si è rifiutato di pagare.
Ora le parti sono in causa e Fassone, che non avrebbe ancora ricevuto la lettera di licenziamento per giusta causa, si è rivolto allo studio legale LabLaw. Fassone baserebbe il calcolo della buonuscita sul fatto che nell’Ac Milan era contemporaneamente amministratore delegato (carica per la quale percepiva attorno ai 200mila euro l’anno) e direttore generale (con 900mila euro l’anno) con contratto fino al 2021. Inoltre la buonuscita, secondo Fassone, era stata definita contrattualmente. Al contrario Elliott baserebbe le sue ragioni sul fatto che questi emolumenti e la buonuscita (oltre alla carica di dg) sarebbero stati pattuiti da Fassone con l’ex-azionista cinese Yonghong Li con un accordo fra le parti.

— Read on carlofesta.blog.ilsole24ore.com/2018/08/02/contesa-sulla-buonuscita-al-milan-fassone-chiede-10-milioni-elliott-ne-vuole-dare-25/

Gandini, il manager che alla Roma vale più di un top player – Fortune Italia

I nuovi contratti e i ricchi premi Uefa hanno permesso alla Roma di liberarsi dai vincoli del Financial Fair Play: da giugno il club è fuori dal percorso di risanamento finanziario avviato nella stagione 2015-2016. Una bella mano per aggiustare il bilancio è arrivata dal player trading, affidato a un campione della plusvalenza come Monchi. Perché nessuno vince le battaglie da solo: Gandini, da capo della Roma, ha saputo valorizzare un manager come Mauro Baldissoni che bazzicava Trigoria dall’epoca Sensi e ha affidato la gestione sportiva a Monchi che non aveva mai lavorato in Italia, né da calciatore né da manager.

Il mix di storie e competenze ha agevolato il cambio di mentalità di una società che si è scoperta in pochi mesi più audace e meno complottista, grazie ad un management di respiro internazionale. Ora non è detto che le cose possano restare immutate. Il caso-Malcom suona come un monito: le giocate dei fenomeni non rendono un club potente quanto un management solido, capace di confrontarsi senza reverenza con chi ha un palmares lungo così. In una logica di medio-periodo, la partenza di Gandini potrebbe allora essere meno smaltibile degli addii di Radja Nainggolan o Alisson Becker. Veri top player, come molti altri sul mercato.
— Read on fortuneita.com/gandini-il-manager-che-alla-roma-vale-piu-di-un-top-player/

[MilanNews.it]W.Bianchi: “Milan, Maldini tornerà solo se il progetto è serio. Conferma Gattuso? Scelta più che giusta”

Berlusconi-e-il-Milan-vincente

Per commentare le ultime novità societarie, il possibile ritorno al Milan di Paolo Maldini e il lavoro di Rino Gattuso, la redazione di Milannews.it ha contattato in esclusiva Walter Bianchi, ex terzino rossonero. Ecco le sue parole:

Nelle ultime ore, il Milan è passato dalle mani di Yonghong Li a quelle di Elliott. Che idea si è fatto delle ultime vicende societarie rossonere?

In the last hours, Milan has passed from the hands of Yonghong Li to those of Elliott. What idea has been made of the latest corporate events rossonere?

“Berlusconi ha fatto fatica a trovare qualcuno a cui vendere il Milan, poi ha trovato questo soggetto cinese che dopo le prime dichiarazioni roboanti ha dato l’idea di essere più uno speculatore che un amante del Milan. Il Milan lo ha amato Berlusconi, difficile pensare che si possa tornare a vivere la stessa situazione visto che adesso chi compra un club di calcio lo fa più per motivi economici che di cuore”.

“Berlusconi struggled to find someone to sell to Milan, then he found this Chinese subject who after the first bombastic statements gave the idea of being more a speculator than a Milan lover. Berlusconi loved Milan, it’s hard to think that we can go back to the same situation, because now those who buy a football club do it more for economic reasons than from the heart “.

L’era cinese si chiude dopo appena 15 mesi, eppure l’estate scorsa hanno speso oltre 200 milioni di euro sul mercato…

The Chinese era closes after just 15 months, yet last summer they spent more than 200 million euros on the market …

“La vecchia proprietà ha speso 200 milioni di euro sul mercato, però ha acquistato giocatori che Montella, a suo dire, non conosceva nemmeno. Se una dirigenza non ascolta l’allenatore nella scelta dei giocatori, allora già di partenza il progetto è sbagliato. Era meglio spendere di meno, ma comprare giocatori funzionali al modo di giocare del tecnico”.

“The old property has spent 200 million euros on the market, but has bought players that Montella, he said, did not even know. If a management does not listen to the coach in the choice of players, then the project is already wrong. It was better to spend less, but to buy functional players in the way the technician played. “

Negli ultimi giorni, si parla molto del possibile ritorno al Milan di Paolo Maldini. Cosa ne pensa?

In recent days, there is much talk of the possible return to Milan by Paolo Maldini. What do you think?

“Paolo, anche da giovane, è sempre stato molto maturo. Il suo ritorno sarebbe più che positivo, mentre una cosa che mi ha lasciato perplesso è stato l’addio di Filippo Galli dopo diversi anni di buon lavoro nel settore giovanile. Io ho lavorato per diverso tempo nelle Nazionali giovanili come assistente tecnico e molti giocatori nati e cresciuti nel vivaio Milan si sono messi in mostra, dimostrando che il lavoro di Filippo è stato molto positivo. Il fatto che vada via Filippo Galli e arrivi Paolo Maldini mi suona un po’ strano. Conoscendo Paolo, che è una persona molto equilibrato e in gamba, non credo che metta comunque la faccia in un progetto che non è serio”.

“Paolo, even as a young man, has always been very mature. His return would be more than positive, while one thing that left me perplexed was the farewell of Filippo Galli after several years of good work in the youth sector. I worked for a long time in the National Youth as a technical assistant and many players born and raised in the Milan nursery showed up, showing that Filippo’s work was very positive. The fact that Filippo Galli goes away and Paolo Maldini arrives sounds a bit strange to me. Knowing Paolo, who is a very balanced and smart person, I do not think he puts his face anyway in a project that is not serious “.

Cosa potrebbe portare Maldini al Milan?

What could Maldini bring to Milan?

“Se Maldini dovesse entrare lo farebbe anche perché la sua pelle è rossonera. Paolo ha vissuto gli anni migliori di questo club, la sua esperienza potrebbe essere molto utile alla società rossonera. Maldini è molto intelligente, se accetterà di ritornare al Milan vuol dire che valuta positivamente il progetto”.

“If Maldini were to get in, he would do it because his skin is a Rossoneri. Paolo has lived the best years of this club, his experience could be very useful to the Rossoneri society. Maldini is very smart, if he accepts to return to Milan, he means that he evaluates the project positively “.

Intanto, anche con l’avvento di Elliott, si va verso la conferma di Gattuso alla guida della formazione milanista…

Meanwhile, even with the advent of Elliott, we go towards the confirmation of Gattuso at the helm of the Milan training …

“Gattuso è stato eccezionale nell’ultima stagione, è subentrato in un momento molto difficile, ma ha saputo cambiare il Milan. Con Montella, invece, non riuscivano a fare nemmeno tre passaggi di fila, anche se ovviamente non è tutta colpa del tecnico napoletano visto che alcune scelte di mercato sono state sbagliate. In virtù di quello che è successo nell’ultima stagione, direi quindi che è giusta la conferma. Rino ha saputo dare una parvenza di gioco al Milan, ha fatto il massimo con quello che aveva a disposizione. Gattuso ha il Milan nel cuore, un tifoso milanista non può non amare una persona come lui. La sua conferma la vedo dunque come una scelta più che giusta”.

“Gattuso was exceptional last season, he took over a very difficult moment, but he was able to change Milan. With Montella, however, they could not even make three passes in a row, although obviously it is not all the fault of the Neapolitan technician because some market choices have been wrong. By virtue of what happened in the last season, I would therefore say that confirmation is right. Rino was able to give a semblance of play to Milan, he did his best with what he had available. Gattuso has Milan in his heart, a Milan fan can not fail to love a person like him. I therefore see her confirmation as a more than just choice “.

AC Milan referred to CFCB Adjudicatory Chamber for decision – UEFA.com

Europe’s football website, UEFA.com, is the official site of UEFA, the Union of European Football Associations, and the governing body of football in Europe. UEFA organises some of the most famous and prestigious football competitions on the European continent including the UEFA Champions League, the UEFA Europa League and the UEFA European Football Championship (UEFA EURO 2012, UEFA EURO 2016 etc.). The website features live video streaming of many UEFA competitions together with an extensive video archive and mobile service. In addition, there is coverage of the 54 national association domestic leagues, the route to UEFA’s club competitions.
— 在以下网站上阅读: www.uefa.com/insideuefa/about-uefa/news/newsid=2560573.html

Milan, oggi c’è il CdA: verranno chiesti a Yonghong Li altri 22,6 milioni

Si riunirà oggi il consiglio d’amministrazione del Milan, già programmato prima della decisione della Uefa di martedì. Come riporta “La Gazzetta dello Sport”, il CdA sarà inevitabilmente condizionato dal rinvio a giudizio alla Adjudicatory Chamber, e «chiamerà» i 22,6 milioni restanti dell’aumento di capitale per cui ha avuto la delega. Per capire che significa, serve riassumere gli avvenimenti degli ultimi mesi. Il consiglio di amministrazione ha avuto la possibilità di chiedere 60 milioni a Li per esigenze di cassa, su tutte la gestione nella stagione corrente.

CdA Milan, due mesi fa la delibera per l’aumento di capitale
Due mesi fa, con una lettera agli azionisti, Yonghong Li ha deliberato un aumento di capitale di 37,4 milioni e in queste settimane ha versato due rate, una da 11 milioni, l’altra da 6,8. Ne mancano 19,8, che sono attesi in questi giorni. La decisione del CdA però cambia lo scenario: i milioni da versare a breve supereranno quota 40, una mossa che obbliga il proprietario, già in difficoltà, a un nuovo sforzo economico.

CdA Milan, Fassone atteso il 7 giugno in Svizzera
Probabile che il CdA non si limiti a questo. I consiglieri ragioneranno sulla pronuncia dell’Uefa e sui conseguenti piani, economici e sportivi. Il Milan nelle ultime ore ha organizzato una task force per convincere Nyon a non escludere il club dalle coppe europee per la prossima stagione. L’ a.d. Marco Fassone è atteso il 7 giugno in Svizzera, poi aspetterà la decisione finale della Uefa: multa, esclusione dalle coppe per la prossima stagione o altre sanzioni.

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Milan, Fassone: «Rifinanziamento? Nessuna accelerazione»

‘Il rifinanziamento più complesso è quello della holding, non credo possa esserci una accelerazione in tempi brevissimi. Il debito del Milan è più semplice, se ci fosse una schiarita sul debito della holding sarebbe abbastanza rapido”. Lo dice l’ad del Milan Marco Fassoneal termine del CdA. ”È stata approvata la trimestrale – prosegue – e sono attesi aumenti di capitale complessivi per 40 milioni di euro entro il 30 giugno”.

“La sentenza Uefa non sarà così determinante per il mercato, ma se, nello scenario peggiore, il Milan dovesse essere escluso dalle coppe, il budget per gli acquisti sarà ridotto – prosegue Fassone -. Senza coppe ci sarebbe sicuramente un decremento del fatturato di cui dovrei tenere conto per le spese di questa estate. Il fatto che non ci sarà attività in entrata o in uscita sul mercato nei prossimi 10/15 giorni non è però collegata alla sentenza Uefa. Indipendentemente dalla partecipazione all’Europa League, alcuni acquisti arriveranno”, prosegue Fassone. “Non pensiamo di portare a Milano – continua l’ad del Milan – ancora 10/11 nuovi giocatori, anche per ragioni tecniche. Ne arriveranno comunque due o tre che il direttore sportivo e l’allenatore ritengono necessari. Poi se li potrò pagare 20 milioni in più o 20 milioni in meno in funzione dell’eventuale ma non auspicabile esclusione dalle coppe, cercherò di far quadrare il bilancio. Questa tegola non influenzerà più di tanto. Abbiamo rassicurato allenatore e squadra – ammette Fassone, confermando la volontà di non smantellare la rosa – la maturità del gruppo è eccellente”.

“Proporremo dei nuovi argomenti alla Uefa per la nostra difesa, a sostegno della nostra tesi per confutare i punti che sono alla base della decisione dell’Uefa. Stiamo studiando elementi che non pensavamo potessero essere utili, ma dimostreremo la certezza dello scenario che attende il Milan”. L’ad del Milan Fassone sta studiando insieme a un pool di esperti le 22 pagine del dispositivo con cui la Uefa ha negato al club rossonero il settlement agreement.“La proprietà è dispiaciuta – aggiunge Fassone -, ci aspettavamo il settlement. Ci attendiamo una sentenza dalla camera aggiudicatoria nella prima metà di giugno, perché questa potrebbe essere appellata. Potrebbero esserci quindi due gradi di giudizio da completare entro il 30 giugno, data in cui l’Uefa deve compilare l’organico delle coppe europee. Per l’eventuale sanzione, i contatti con Fininvest proseguono nella massima correttezza”, conclude l’ad rossonero.

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Carlo Festa: Bond e mezzanini: ecco i due strumenti finanziari studiati dal Milan per rimborsare Elliott

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Si tratta di un’operazione finanziaria mai realizzata su un club di calcio in Italia. Un’operazione contestuale con leva finanziaria (cioè debito) su due livelli: con l’emissione di un bond da parte del Milan sulla scia di quanto già fatto da Roma e Inter e con l’utilizzo di uno strumento mezzanino, prodotto con rendimenti elevati e forte dose di rischio, da parte della Rossoneri Sport. Prende corpo la struttura finanziaria per il rifinanziamento del debito del Milan.

Merrill Lynch, secondo quanto risulta da indiscrezioni finanziarie raccolte dal Sole 24 Ore (già venerdì scorso era stato anticipato dal Sole del mandato affidato a Bofa Merrill Lynch), avrebbe avuto l’incarico di organizzare l’emissione di un bond da 300 milioni entro marzo sullo stile di quanto già fatto dall’Inter e dalla Roma con Goldman Sachs. L’architettura è abbastanza semplice: emettere con la media company una cartolarizzazione sui crediti futuri come già fatto da Inter e Roma. Alla base delle garanzie c’è il pegno sui diritti tv e altro per i prossimi anni. Su questa parte del rifinanziamento starebbero lavorando l’Ad Marco Fassone e il direttore finanziario Valentina Montanari. Il Milan, come è noto, deve rimborsare 123 milioni ad Elliott entro ottobre, soldi frutto di due bond emessi a Vienna lo scorso anno.

Ma, affinché il rifinanziamento riesca sui due livelli, è necessario che contestualmente venga rifinanziato il debito del Milan e quello della Rossoneri Sport. Quindi sarà necessario che assieme al bond, venga trovata una soluzione per la Rossoneri Sport, che ha in pegno le azioni del Milan. Quale?

Allo studio ci sarebbe uno strumento mezzanino. Ma cosa è un mezzanino? I mezzanine capital sono finanziamenti con natura ibrida tra il finanziamento puro e l’equity con remunerazione composta di due parti: 1) il tasso di interesse sul finanziamento che assimila il mezzanino al normale debito bancario 2) una remunerazione variabile che assimila il mezzanino ad una forma di finanziamento simile all’apporto di capitale da parte dei soci. I tassi di interesse sono in media elevati per questo strumento.

Con chi verrebbe sottoscritto? Ci sarebbero alcune trattative in corso ma potrebbe essere proprio Highbridge il soggetto favorito per sottoscrivere lo strumento mezzanino finalizzato a rifinanziare il debito della Rossoneri Sport.

Tutto dovrà essere pronto per la primavera quando il Milan andrà a confrontarsi con l’Uefa per il settlemente agreement con la garanzia di rimborsare oltre 300 milioni ad Elliott. Si tratta comunque di operazione complessa e con rischi evidenti, anche se non impossibile da realizzare.

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Carlo Festa: Per il Milan più risorse degli aumenti di capitale nella seconda parte dell’anno

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Più risorse per la seconda parte dell’anno rispetto al piano originario. Il Cda del Milan ieri ha deciso di chiedere, come previsto, al cinese Yonghong Li un altro aumento di capitale da oltre 10 milioni entro il 26 di febbraio: ultima tranche dell’iniezione da 60 milioni già deliberata dal Cda lo scorso anno.

Ma ci sarebbe stato anche un nuovo sviluppo: il board avrebbe affrontato anche il tema dell’ulteriore iniezione di risorse (sembrerebbe attorno ai 30 milioni) entro giugno, come parte dei 60 milioni del secondo aumento di capitale. Nei Cda precedenti infatti era stata definita la scadenza di giugno per ottenere risorse ulteriori, tuttavia su questo fronte potrebbe esserci una revisione della strategia: vista anche la probabile mancata partecipazione alla Champions League, l’obiettivo sarebbe infatti quello di conservare importanti risorse per la seconda parte dell’anno, in vista della nuova stagione e vista anche la possibilità che l’Uefa decida di comminare delle sanzioni al club con il settlement agreement. L’obiettivo per questi primi sei mesi dell’anno è procedere senza grandi investimenti sul lato della campagna acquisti, ma anche senza cessioni di giocatori (almeno fino a giugno). Sarebbero stati anche visionati i conti, in linea con le attese: aumentano in particolare le entrate da stadio.

Sul tavolo resta anche il rifinanziamento dei prestiti (303 milioni) di Elliott, in scadenza ad ottobre. Su questo fronte sarebbe ormai archiviata, la negoziazione con il fondo Hps-Highbridge. L’Ad Marco Fassone (nella foto) e l’avvocato Riccardo Agostinelli starebbero così seguendo altre strade. In particolare, sarebbe spuntata prima di Natale una proposta della banca americana Jefferies, che prevederebbe un rifinanziamento sia al piano superiore (Rossoneri Sport) sia a quello inferiore, cioè il club. Ma, per ora, la proposta sarebbe stata messa in attesa.