DETARI, UN COLPO A VUOTO

BOLOGNA Montezemolo con una stretta di mano gli diede il benvenuto nella famiglia Juve, due mesi fa, aggiungendo che, eventuale disdetta, appena un anno di prestito alla Lazio lo avrebbe separato dalla maglia che fu di Platini. Galliani fece di più, poco più tardi, portandolo in Svizzera a firmare un precontratto col Milan da confermare entro il 30 maggio. Mai più visti, mai più sentiti. Quel numero 10 bianconero, Lajos Detari l’ ha dovuto restituire dopo 15 giorni di tournée negli Usa. Ed è tornato a Bologna con l’ animo di chi si accartoccia in una Panda, fresco del brivido della Ferrari. E’ rimasto in serie B, dopo aver girato anche altre dieci squadre, ma solo sui giornali. Un’ offerta da triplicare Così ora guarda la giostra del mercato giragli sotto il naso, lui, bambino in castigo immeritato. E, leggendo i titoli su Kohler e Boban, scuote la zazzera bionda, davanti all’ ennesima ingiustizia che sente aver sabotato il suo talento. Grande, davvero, quanto nascosto ad ogni tappa decisiva, dal match di Salerno contro l’ Italia alla vacanza juventina, lasciando sempre un dubbio a galla: fino a che punto lo ha mortificato il contesto, l’ ingrato ruolo di rubino sul ferro di squadre sgangherate? E così nessuno se l’ è sentita di scommettere sull’ Incompreso di Budapest. Perché, pensa lui, Radice lo ha vivamente sconsigliato al Trap, e le esose richieste del Bologna hanno scoraggiato tutti, ultimo il Bari cui è stato chiesto di triplicare l’ offerta. Una pura follia, 12 miliardi, per un giocatore che in Italia ha fatto poco: le prime 5 gare e le ultime 7, a cavallo di un intervento al menisco, pur segnando 5 reti, di quelle a tavola già sparecchiata. Meglio qui che a Bari o in una piccola squadra di A prova a convincersi. Tanti soldi, continuano a chiedere i nuovi padroni, perché molto a loro è costato il cartellino del magiaro dalle mani di Corioni. Gruppioni e Gnudi non lo svendono, sperando che 20 gol di serie B gonfino il prezzo di Lajos ai livelli sperati, ma rischiando di ritrovarsi con un pallone bucato in mano: nel ‘ 93, infatti, finirà il prestito della Federcalcio ungherese e Detari sarà padrone di se stesso, cancellato ogni diritto del Bologna. Perciò la società sta insistendo perché Lajos allunghi il contratto. Il magiaro col complesso di Tantalo non è stato certo aiutato – rincorrendo il sogno di un grande club italiano – dall’ etichetta di piantagrane che s’ è trovata addosso a colpi di polemiche, pubbliche o private, volute o estorte. L’ ultima lo ha visto rischiare deferimento e querela da parte di Radice. Questa città è incredibile aveva detto in un’ intervista la squadra stabilisce tutti i record negativi della sua storia e nessuno dice una parola contro l’ allenatore, solo perché dieci anni fa qui aveva fatto bene. L’ osservazione, non assurda, era condita però da alcune didascalie gratuite, che Lajos avrebbe invano tentato di cancellare dal taccuino già vergato, un’ ora dopo. Non è antipatico, come molti credono, anzi: è un allegrone, sveglio, divertente, uno che al frasario precotto del bravo calciatore preferisce le verità scomode, soprattutto per sé. Che andavamo in B scandisce nel suo italiano da Sturmtruppen lo dissi a novembre, nessuno mi ascoltò. Scoppiò un putiferio quando dissi che la palla la dovevano dare a me, perché sono il regista, e non a Biondo o Verga. Il modo, più che il contenuto, non era digeribile. Presuntuoso, ingenuo, lunatico, non ha mai voluto flettere carattere e difetti, davanti all’ opportunismo. E, come Maifredi alla Juve, ha infilato la via sbagliata ad ogni bivio per difendere un orgoglio infantile. In Italia bisogna essere soprattutto diplomatici, io non sono capace. Qui è importante parlare, parlare: bugie, promesse, chiacchiere, ruffianerie. C’ è chi parla sempre male dell’ allenatore poi quando fa gol corre ad abbracciarlo e baciarlo, ma come si fa?. Tante automobili come Maradona Com’ è comprensibile la sua pretesa ad un trattamento da numero uno, quanto insensato rivendicarla. Una camera singola negata nei ritiri, ad esempio: piccole attenzioni normali per una Diva, finché non se ne lagna per la mancanza e diventano allore smanie insopportabili. Soprattutto per i compagni. Soprattutto in una compagnia di periferia, come il Bologna 90. Dovunque sono andato, in club come in nazionale dice sempre Detari ho avuto problemi col gruppo. Capita a tutti i numero uno, gli altri giocatori sono invidiosi. Non era così per Maradona, veramente, che Lajos avrebbe voluto eguagliare in campo e che, per ora, avvicina solo in garage: in un anno ha comprato quattro auto, dalla Ferrari F40 alla Jaguar, lasciando all’ Emilianauto una buona fetta dei 700 milioni di ingaggio. Nel Bologna l’ anno scorso non funzionava niente veste la pelle di volpe, lontana l’ uva e non si sapeva mai a chi rivolgersi. Adesso i nuovi sono bolognesi e stanno facendo le cose alla grande, come al Milan. Resto volentieri, prima o poi dimostrerò quel che valgo.

EMILIO MARRESE

ORA LA JUVE SI SCATENA

LA JUVE a testa bassa sul mercato slavo. L’ obiettivo numero uno è Savicevic (25 anni) della Stella Rossa. Ma nuove avances sono state fatte anche per Prosinecki (22). Intanto la società bianconera ha chiesto alla Dinamo Zagabria il centrocampista Zvonimir Boban (22) in prestito. La Juve vuole utilizzarlo in sostituzione di Baggio (che in quel periodo sarà con la nazionale) nelle partite che giocherà nel continente americano durante la tournée che partirà il sei di giugno. L’ operazione Fonseca (9 gol col Cagliari) alla Juventus nel 92-93 vale poi sicuramente più di una voce. Sul piatto la Juve ha messo 14 miliardi e una promessa: Fonseca resterà ancora un anno a Cagliari. Questo portebbe significare che a Schillaci sarà concessa sì una prova di appello ma solo per la prossima stagione. Altre notizie dal Cagliari. Certo ormai il trasferimento a Bergamo dello stopper Cornacchia (25), la società sarda sta trattando quello di Firicano con la Sampdoria. Il giocatore più richiesto è Cappioli (23) (Napoli e Lazio), ma per ora il Cagliari lo ha definito incedibile. Bari: Salvemini è salvo, fuori invece il ds Janich. E proprio il Bari è tornato alla carica con il Real Madrid per il romeno Hagi (26). La trattativa riparte da tre miliardi. La Fiorentina cerca lo stopper: l’ obiettivo numero uno è sempre Filippo Galli (28) del Milan. Cecchi Gori aspetta una risposta da Galliani. Le alternative sono tre: Luzardi (21) del Brescia, Montanari (25) della Lucchese e Benetti (25) dell’ Ascoli. Ieri Roggi si è incontrato a Bergamo con i dirigenti dell’ Atalanta per definire gli ultimi dettagli del’ affare Caniggia (24). L’ accordo è stato raggiunto sulla cifra di dieci miliardi. La Fiorentina ha già la firma del giocatore. Ma ancora manca il sì definitivo di Cecchi Gori, un sì che potrebbe arrivare entro la settimana. La Sampdoria cerca un centrocampista. L’ ultimo contatto è stato quello con il Cesena per Silas (25), ma all’ interno del clan blucerchiato esistono altre due correnti di pensiero: quella che punta all’ acquisto di Giannini (26) e quella che invece opterebbe per la conferma di Michailichenko (28). Il Napoli, in attesa di definire l’ acquisto del libero della Stella Rossa Belodedic (24), ha messo le mani avanti chiedendo al Genoa il cartellino di Signorini (31). Il portiere del Pisa Simoni (26) giocherà la prossima stagione con la maglia dell’ Udinese. Anconetani intanto si è assicurato un nuovo centravanti: Marco Ferrante, classe 71, della Reggiana. Ieri il difensore del Lecce Garzja (21) ha firmato un contratto triennale con la Roma. Il Genoa potrebbe dirottare a Verona il sovietico Dobrovolsky. Lucescu ha trovato casa? Sembra di si. Forse a Brescia.

benedetto ferrara