Galliani: «Il calcio italiano non potrà più competere»

IL CASO / Europa presto vietata alle nostre formazioni per l’a.d. del Milan
«Leggi e tasse favoriscono i club degli altri Paesi»

Milano – Sognava Ronaldinho, ora dovra infilarsi l’elmentto e difendersi dall’assalto del Real Madrid per Kaká. Il Milan entra negli ottavi di Champions League con un turno di anticipo e con il primo po sto nelgirone in cassaforte, ma in futuro faticherà a mantenere la sua posizione dominante in Europa. Adriano Galliani ripete a ogni angolo la tiritera: «In Spagna possono contare su una minore pressione fiscale e su una diversa mutualità». Il d.g. Ariedo Braida sottoscrive e cer tifica: «A me sarebbe piaciuto pren dere Higuain, ma in questo momento non è possibile». L’argentino con passaporto francese andrà a Madrid perché il Real ha più forza. Tre giorni fa i merengues hanno sottoscritto un contratto settennale da un miliardo e cento milioni di euro per la cessione dei diritti televisivi e da un punto di vista fiscale, come tutte le società spagnole, versano allo Stato il 25 per cento dell’ingaggio dei giocatori, noi quasi il cento per cento.L’esempio è semplice: per dare a Higuain un milione e mezzo di euro, il Real deve investirne meno di due. Il Milan, invece, quasi tre. E i rossoneri, che filosoficamente tengono molto piu alla Champions League che allo scudetto, lanciano l’allarme.

Ma il problema riguarda tutto il calcio italiano: «I grandi campioni non vengono più in Italia, mentre quelli che ci sono vogliono andarsene», spiega Braida. In estate è stata una vera e propria fuga: Shevchenko e Emerson, Zambrotta e Cannavaro, persino Thuram avviato verso il tramonto della carriera.

Nel mirino dei milanisti c’è il governo, che lavora per la vendita collettiva dei diritti tv. Un altro punto che fa imbestialire Galliani e Brai- da. Il problema, ovviamente, è più ampio ed è strettamente connesso alla crisi economica che attanaglia il Paese e, nel caso specifico del Milan, alla volontà di Berlusconi di chiudere i rubinetti. Certo, in queste condizioni Ronaldinho diventa quasi irraggiungibile.

Ma prima di stabilire una strategia per cercare di soffiare al Barcellona il penultimo Pallone d’oro, il Milan dovrà impegnarsi per non farsi sfilare sotto il naso Kaká. È vero che il brasiliano durante la scorsa estate ha allungato il contratto sino al 2011,ma è altrettanto vero che il corteggiamento di Ramon Calderon è sempre più pressante. Kaká è imprescindibile dal progetto di rilancio e ringiovanimento del Milan.

Ancelotti, intanto, dovrà gestire il presente aiutando il Milan a ritrovare un’identità, scacciare la paura, risalire la classifica del campionato. Il quarto posto è traguardo indispen sabileperché senza l’Europa gli oriz zonti sirestringerebbero pericolosa mente. Sabato c’è da battere il Mes sina, con dieci giocatori in inferme ria. Forse torna Ambrosini, ma Costacurta(fuori almeno un mese), Simic e Dida sono fuori gioco. Il brasiliano al rientro in Italia zoppicava e lo staff rossonero sospetta un’infiammazione al tendine rotuleo del ginocchio destro. Il portiere rischia qualche settimana di stop e, con temporaneamente, riemergel’ipote si Amelia per gennaio. Intanto con tro il capocannoniere Riganò toccherà a Kalac…

Alessandro Bocci

fondo: 23 Novembre 2006 Corriere dello Sport