Gattuso ricorda il ‘suo’ Milan: “Champions 2007? Vinta in ritiro a Malta, tra freddo e vino”

L’allenatore del Milan Gennaro Gattuso ha ricordato alcuni dei suoi successi da calciatore, svelando simpatici retroscena

Anche Gennaro Gattuso è intervenuto durante l’incontro di presentazione del libro “Da Calciopoli ai Pink Floyd” di Alberto Costa concentrandosi soprattutto sul passato da giocatore del Milan“Galliani e Berlusconi pagavano buoni premi, ho preso tante di quelle multe da 1 milione-1 milione e mezzo, con tutti i danni che ho fatto. Poi meno male che vincevamo trofei e tutto passava in secondo piano. La rissa Ibra-Onyewu? Ci allenammo al campo 6, si sono acchiappati e pesavano 100kg l’uno: ho preso due schiaffi, e alla fine ho detto “ammazzatevi”. Ambrosini neanche si avvicinò, io da eroe mi sono avvicinato e ho provato a fermarli anche con un calcio, sono andato via poi. Nessuno poteva fermarli, si son sfogati. A Ibra poi è passata subito, non gli piace portare rancore: ad avercene di giocatori come lui”.

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L’allenatore dei rossoneri continua: “La salvezza del Milan in questi anni è stata il rispetto delle regole, poche volte Galliani è intervenuto: eravamo noi a rispettare la storia, c’era grande mentalità. Oggi si fa più fatica, la mentalità dei giocatori è cambiata: il primo giorno in cui sono andato a Milanello e mi sono fatto la barba ho lasciato due peli sul lavandino e Costacurta mi diede uno schiaffo in testa, dicendomi di pulire. Facevo fatica a parlare la stessa lingua che ho parlato l’ultimo anno in cui ho giocato in rossonero, per questo andai via: ora viviamo un’epoca diversa rispetto al passato. Si può tornare come prima, ma non bisogna dimenticare che i tempi son cambiati: è normale che se un allenatore crede fortemente in ciò che fanno i ragazzi, con passione e voglia, debba avere la fortuna di avere giocatori che facciano questo”.

Gattuso non riesce a trattenere i ricordi che riaffiorano nella sua mente: “Una volta si sentiva solo musica italiana negli spogliatoi: ora se metti musica italiana in spogliatoio ridono, va di moda l’hip-hop. Se metti Pupo(tutti ridono). Oggi tutti i giocatori guardano partite che giocano in campionati esteri e ascoltano la musica con le cuffie. Poi se metti regolamenti si lamentano, cercano alibi e pensano alle loro abitudini: ognuno ora pensa al suo orticello, alle cose che gli piace fare. Io sono arrivato nel ‘99 e la tecnologia non era arrivata ai livelli di oggi, la musica si ascoltava il giusto. Da allenatore è una cosa che non concepisco quella di ascoltare la musica prima delle partite, ma l’ho accettato ora e mi sono aperto per non essere un disadattato. Era meglio sentire Pupo che quella schifezza di musica hip-hop che non si capisce niente”, prosegue l’allenatore rossonero.

Poi un aneddoto che fa capire quanto quel Milan fosse compatto in tutti i suoi componenti: Nel 2007 vivevamo un periodaccio e la società ci mandò a Malta  per il ritiro: faceva un freddo cane, eravamo tutti incazzati con Galliani. Dopo essere tornati a Milano, ci tornammo. Quell’anno vincemmo poi la Champions: stavamo fino alle 5 di mattina in 10-14 tra noi, bevendo un bicchiere di vino. Queste cose ci hanno rafforzato, oggi i giocatori mangiano, si alzano e vanno via. Ho giocato con tantissimi campioni, ma per essere tale devi essere coerente, non saltare un allenamento: Maldini per non saltare un allenamento prendeva 1-2 aulin al giorno, per me è il più forte con cui abbia mai giocato. Se all’epoca si diceva che non si dovevano vincere i giornali, così i giornali non si leggevano”.

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E dopo aver parlato a lungo degli altri, la conclusione è tutta dedicata a sé stesso: “Nella vita ho sempre pensato di diventare il più forte nel mio ruolo, l’incontrista: ho cercato di migliorarmi, avevo qualità. Così scarso tecnicamente non ero, ma sapevo quale fosse il mio lavoro e quali fossero i miei limiti. Questo mettevo a disposizione”, ha concluso Gattuso.

https://gianlucadimarzio.com/it/dichiarazioni-gattuso-milan-ricordi

Gazzetta: Maldini vota Gattuso E anche… Tommasi

●L’ex capitano: «Date tempo a Rino e non chiedetegli la Champions. Italia senza Mondiale? Non si è colta la gravità, io sto con Tommasi»

La Gazzetta dello Sport24 Jan 2018

G.B. Olivero INVIATO A BIELLA

Il bisogno di regole e il rispetto delle stesse sono alla base della vita e quindi anche del calcio. Tra i numerosi cimeli presentati ieri all’inaugurazione della mostra «Il mito del calcio», ce n’è uno particolarmente significativo: le regole di comportamento per i convocati in Nazionale, scritte a mano dall’allora c.t. Vittorio Pozzo. Altri tempi? Certo. Ma senza voler cedere alla tentazione di guardare indietro con eccessiva nostalgia, la deriva del calcio italiano dimostra che di regole ce n’è parecchio bisogno. Così come delle persone giuste per tracciarle e poi farle rispettare. Paolo Maldini è cresciuto con un esempio in casa: il papà Cesare aveva indicato la strada giusta. E Paolo fa lo stesso con i suoi figli: «Ho lasciato che fossero i loro allenatori a parlare di tecnica e di tattica. Io ho solo spiegato come bisogna comportarsi in campo: da uomini, non solo da calciatori». Rino Gattuso ha avuto un percorso differente, dalla Calabria è finito in Scozia, ma come Maldini ha fatto del rispetto delle regole uno stile di vita. Ci sono valori che si possono insegnare solo se li hai dentro di te in modo naturale, come ad esempio la serietà nel lavoro e il senso di appartenenza, si tratti di una squadra di calcio o di un’azienda. Al Milan Gattuso non sta solo allenando: sta educando. Forse anche per questo motivo Maldini ne applaude il lavoro: «Rino sta dando idee di gioco e sta trasmettendo le sue convinzioni. Si vede anche dall’intensità degli allenamenti. Si è trovato in una situazione complicata, ma adesso sta raccogliendo i primi frutti. Naturalmente ha bisogno di tempo». Sembrava più che altro che fosse un allenatore a tempo e invece le cose stanno cambiando. Gattuso potrebbe meritarsi la conferma: «Sarà valutato in base ai risultati, ma è chiaro che non gli si può chiedere la qualificazione alla Champions. Quello era l’obiettivo di inizio stagione, ma poi la realtà si è dimostrata diversa». Sembra che con Gattuso tutta la squadra abbia capito meglio cosa significhi indossare la maglia del Milan: «E’ difficile parlare di senso di appartenenza dopo che sono cambiati i dirigenti, molti allenatori e quasi tutti i giocatori. Però il calcio non è solo tecnica e tattica: è anche mentalità, capacità di stare in gruppo, sacrificio. E Rino può trasmettere i valori giusti».
MONDIALE E FIGC Maldini ha partecipato con Roberto Bettega e Damiano Tommasi all’inaugurazione della mostra (Biella, Palazzo Ferrero e Palazzo Gromo Losa: interessante per adulti e bambini) che in parte è dedicata a Vittorio Pozzo, di origini biellesi e sepolto a Ponderano. Tra i cimeli ce ne sono molti sulla Nazionale ed è inevitabile discutere con Paolo dell’eliminazione dell’Italia dal Mondiale e delle prossime elezioni federali: «Brucia ancora… Una sensazione bruttissima. Ma temo che non si sia colta la gravità di quello che è accaduto. Per due settimane c’è stata una sollevazione popolare, poi tutto è tornato come prima. C’è un sistema difficile da scalfire. Credo che vada supportato Tommasi che ha avuto il coraggio di candidarsi e ha la conoscenza per rimettere il calcio al centro del programma».
PARLA PAOLO «Sistema difficile da scalfire. Damiano ha coraggio e conoscenze»
«Buffon portiere top degli ultimi 30 anni, onorato se farà più presenze di me in A»
BUFFON E IL RECORD Intanto un amico, compagno e avversario di Maldini sta per compiere 40 anni e difficilmente batterà il record di presenze in Serie A detenuto proprio da Paolo: «Buffon ha solo 40 anni? Impossibile… Scherzi a parte, non ha ancora annunciato che smette di giocare. Se non dovesse battere il mio record sarei contento per me, ma se invece ci riuscisse sarei onorato che fosse lui a superarmi. E’ il più grande portiere degli ultimi 30 anni».

 

Matteo Soncin convocato anche per il match con la Fiorentina

CALCIO SERIE A Dopo il derby di Coppa Italia contro l’Inter, per Matteo Soncin, giovane portiere originario di Porto Viro (Rovigo) ed estremo difensore della Primavera del Milan, arriva anche la chiamata per il match di campionato 

继进入意大利杯的米兰德比大名单后,来自Porto Viro(Rovigo)的米兰预备队年轻门将Matteo Soncin又被米兰一线队召入联赛对佛罗伦萨的比赛。

Gigio Donnarumma era infortunato, Marco Storari si è fatto male durante il riscaldamento, così Matteo Soncin (16 anni di Porto Viro), è stato convocato da mister Gattuso per il derby di Coppa Italia del 27 dicembre, in panchina ovviamente. Ora per Marco Soncin si avvicina anche il match di Serie A contro la Fiorentina 
ULTIMA ORA – Nel primo pomeriggio di venerdì 29 dicembre purtroppo la notizia della mancata convocazione di Soncin che avrebbe avuto un problema durante la rifinitura (LEGGI ARTICOLO)

12月27日,意大利杯,米兰德比。由于Gigio Donnarumma有伤,Marco Storari在赛前热身时受伤,来自Porto Viro的16岁小将Matteo Soncin被Gattuso临时提上一队,作为一名候补球员。这次是意甲联赛米兰-佛罗伦萨的比赛,Soncin又被召入,作为Marco Storari的替补。

(12月29日下午消息,Soncin将不会进入米兰对佛罗伦萨比赛大名单)

2017-2018

Milano – Continua la favola del giovane Matteo Soncin, classe 2001, originario di Porto Viro, cresciuto nella ‘cantera’ del Bocar Juniors Cmp, squadra giovanile che recentemente ha sviluppato un progetto ampliando i propri orizzonti con un accordo di crescita con l’Adriese, e abbracciando le realtà di Ariano nel Polesine, Corbola e Bottrighe.
Primi passi nel Porto Tolle 2010, ossevato speciale di Piero Carnacina 
che ora guida il settore giovanile del Delta, poi Spal, Padova, Bocar e il Milan.

Matteo Soncin,2001年出生,来自Porto Viro。2010年,他被Piero Carnacina(现在是Delta青训部门主管)召入Porto Tolle俱乐部,之后先后进入Spal、Padua、Bocar和米兰青训。

Matteo Soncin milita nella Primavera del Milan, dopo la convocazione per il derby in Coppa Italia, disputato alla Scala del calcio di San Siro, mercoledì 27 dicembre, vinto 1-0 dai rossoneri di Gennaro Gattuso contro l’Inter di Luciano Spalletti, grazie alla rete di Patrick Cutrone siglata al minuto 104 (nel primo tempo supplementare), è stato nuovamente inserito nella lista dei disponibili per il lunch match contro la Fiorentina di Stefano Pioli, che verrà giocato allo stadio Artemio Franchi, sabato 30 dicembre, alle ore 12.30 

http://www.rovigooggi.it/stampa/2017-12-29/matteo-soncin-convocato-anche-per-il-match-con-la-fiorentina/

 

Una notte magica per Matteo Soncin

Il giovane portiere polesano è stato convocato nella formazione del Milan per il derby di Coppa Italia. la dirigenza del Bocar Junior: “Gli auguriamo una grande carriera”.
轻的polesine守门员Matteo Soncin进入了意大利杯米兰德比的大名单。Bocar Junior经理为他祝福:“我们希望他有伟大的职业生涯。”
 

“Notti magiche. Primo derby e prima vittoria! Grandissima prestazione”. Nove parole per commentare un sogno che si è realizzato. Senza dubbio quella di mercoledì è una serata che Matteo Soncin ricorderà per tutta la vita. Il giovane portiere polesano, che milita nella Primavera del Milan, è stato convocato da mister Gattuso nella panchina della prima squadra in vista del derby di Coppa Italia contro l’Inter, vinto 1-0. Per celebrare l’evento ha postato su Instagram una sua foto sul magico campo di San Siro, davanti ai tifosi rossoneri. 

“神奇的夜晚:首场德比和首场胜利!伟大的表现。”寥寥数词描述了梦想成真时的激动心情。无疑,周三的夜晚将会使Matteo Soncin终身难忘。

来自Polesine的年轻门将Soncin现在是米兰预备队的球员。在意大利杯的米兰德比中,教练Gattuso将他提上了一线队。为了庆祝这个神奇的夜晚,他在Instagram上发布了一张他站在圣西罗球场、面对着米兰球迷的照片。

Il giovane estremo difensore, classe 2001 e originario di Porto Viro, ha coronato così il sogno di prendere parte al derby di Milano, dopo aver mosso i primi passi nel settore giovanile del Porto Tolle 2010. Successivamente ha difeso i pali della Spal, del Padova e del Bocar Juniors prima della svolta con il passaggio al Milan nel 2015. 

2001年出生的Soncin来自Porto Viro,2010年从Porto Tolle俱乐部踏上球场,之后曾转会到Spal、Padova和Bocar Juniors,2015年突破性地转会到了米兰,现在他进入了米兰德比的名单。

Il dirigente del Bocar Junior, Mino Cattin, parla di come sia stata accolta la notizia della convocazione del giovane bassopolesano: “E’ stata una cosa veramente emozionante, appena è uscita la notizia eravamo tutti molto contenti. Questo è solo il primo passo di una carriera che per Mattia auguro di essere ricca di grandi soddisfazioni“. 

Bocar Junior总经理Mino Cattin对记者表示:“太激动了,听到这个消息我们都非常高兴。这只是他职业生涯的第一步,希望他心中也充满了满足感。”

http://www.polesine24.it/Detail_News_Display/LaVoceDelloSport/una-notte-magica-per-matteo-soncin

Natale a Milanello dopo il disastro di Verona

La società: «Ritiro a oltranza». Fassone non licenziabile con il finanziamento in corso

MILANO Non è stato, né poteva essere, senza conseguenze il disastro del Milan a Verona. Che, però, si limitano alla strigliata collettiva decisa dalla società: ritiro da oggi dopo l’allenamento «fino a data da destinarsi» (sabato c’è l’Atalanta, il 24, il 25 e il 26 era già stato previsto allenamento visto che il 27 c’è l’Inter in Coppa Italia) e cena di Natale tra giocatori e dirigenti (in programma ieri) annullata, perché con 5 punti in 5 partite (le ultime tre con un nuovo allenatore) la voglia di festeggiare è passata. Servirà a poco o nulla il ritiro (l’ultimo lo aveva deciso Sinisa Mihajlovic, senza evitare peraltro l’esonero la settimana successiva), per la società è un modo per fare gruppo e per ricordare che, nella distribuzione delle responsabilità — che non può escludere nessuno — qualcuna tocca anche ai giocatori. Che, quest’estate, è giusto ricordarlo, per tutti i commentatori formavano una rosa competitiva. Può essere che sia stato un abbaglio collettivo, può essere che la squadra sia stata costruita male (oggi pesa soprattutto l’assenza di un bomber), di sicuro i giocatori stanno tutti rendendo meno di quello che valgono.

Intanto, sentito il proprietario Yonghong Li, e dopo aver fatto il punto con Rino Gattuso in sede (che, a dispetto di alcune voci, non ha proprio pensato alle dimissioni), l’ad Marco Fassone e il ds Massimiliano Mirabelli hanno appunto deciso l’extrema ratio del ritiro a Milanello. L’analisi sulla disfatta di Verona era già stata sviscerata: sono stati considerati errori di natura tecnica (lo spostamento di Borini, uno a cui Gattuso non rinuncerebbe mai, terzino sinistro probabilmente non ha aiutato), sono tornati chiari i problemi caratteriali (oltre all’incapacità di reagire, non ha convinto l’approccio di chi è entrato a gara in corsa) e si è riproposto il tema della condizione fisica. La squadra ha sofferto le tre partite in otto giorni, mentre la situazione era migliorata dopo una settimana tipo di allenamenti.

Altre rivoluzioni non sono attese, nonostante il gossip sul Milan sia sempre acceso. Nello statuto, proprio su richiesta di Elliott che ha prestato 303 milioni, è stato scritto che l’ad Fassone non è licenziabile fino a quando è in corso il finanziamento (il fondo ha voluto anche che il voto dell’ad, in caso di parità in consiglio, valesse doppio). Detto questo, la priorità resta rifinanziare il debito: continua il lavoro con Bgb e Highbridge. La trattativa in esclusiva durerà fino alla settimana dell’Epifania; se non si dovesse concludere, si analizzeranno le offerte di altri soggetti.

 

Arianna Ravelli

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