MILAN, ADESSO E’ CADUTA LIBERA – la Repubblica.it

MILAN, ADESSO E’ CADUTA LIBERA
PERUGIA – Non ne aveva bisogno il Milan di una giornata come quella di ieri.
Questa è una stagione sicuramente segnata da una somma ormai indistinguibile di errori accumulati a tutti i livelli dell’ organizzazione rossonera e dopo quello che è successo ieri al “Curi” tutto sembra sprofondare ancora più in giù. La doppia espulsione di Dugarry e Maldini, il gravissimo infortunio capitato a Davids, sono episodi talmente eclatanti da pesare inevitabilmente sulla storia di questa partita, proiettando un’ ulteriore triste ombra sulla stagione rossonera. Ma solo la drammatica uscita dal campo del giocatore olandese può essere addebitata al destino sicuramente avverso. Il resto ricade esclusivamente su un Milan che ieri a Perugia si era presentato convinto di poter finalmente lasciarsi indietro le cose peggiori. Non si deve dimenticare che il Milan, che Sacchi aveva visto in crescita contro il Bologna, dopo 18 minuti era già in svantaggio senza scusanti. La squadra che Sacchi aveva organizzato dopo una settimana che, a suo dire, era stata tonificata dalla serenità che le vittorie garantiscono sempre, ha semplicemente sbagliato l’ approccio alla partita, subendo inopinatamente l’ iniziativa del Perugia, assai più determinato e brillante. La squadra ora affidata a Scala non vinceva una gara da novembre, dopo il cambio di allenatore aveva raccolto in sei gare solo due punti, l’ occasione per una squadra che si stava ridestando, stando alle valutazioni del tecnico rossonero alla vigilia, era da non perdere. Invece dopo tre minuti Negri sbucava indisturbato davanti a Rossi beffando una difesa che non aveva certo molto di quella che per anni ha dominato e fatto scuola. E non certo per colpa dell’ immarcescibile capitano. Semmai erano in evidente difficoltà Costacurta e Vierchowod che, nel più classico dei duelli, regalava a Negri tempo e spazio per colpire di testa in rete. Impaccio nel fare il fuorigioco, affanni di Maldini sulla fascia. Clamorosamente appannato il centrocampo, appesantito dall’ abulia di Savicevic e dall’ estemporaneità degli interventi di Davids. Quanto all’ attacco era evidente che Simone non rappresentava un pericolo per nessuno. Del resto il piccolo attaccante non segna da mesi in campionato. Gara in mano al Perugia e rossoneri subito vistosamente aggrappati a un sistema nervoso logoro. Troppe le tensioni, troppe le cose che ognuno si porta dentro e difficile non vederne gli effetti nelle vistose gomitate rifilate prima da Dugarry poi da Maldini al povero Materazzi che ha così trovato un ruolo di protagonista. Prima in dieci, poi addirittura in nove allo scadere del primo tempo, il Milan ha rivisto il film della nerissima e fallimentare giornata nella fatal Verona. Perso Davids, vittima di un infortunio gravissimo (rottuta scomposta della tibia e del perone della gamba destra, sarà operato ad Amsterdam: per lui stagione finita), addirittura in nove e sotto di un gol il pomeriggio del Milan ha ritrovato i colori del riscatto. Baresi ha riorganizzato i suoi davanti a Rossi, e il suo spirito è diventato una bandiera per tutti. Il Milan ha trovato ordine e orgoglio e approfittando degli imbarazzi del Perugia, ha cercato di raddrizzare la gara, sfiorando il pareggio nel finale e scoprendo che la sorte, ieri sicuramente, lo ha abbandonato quando un inopinato corner di Savicevic, l’ unica cosa buona della sua gara, ha picchiato sul palo interno schizzando fuori.
Dalla panchina Sacchi ha mandato fuori un appannato Weah arrivato all’ alba a Perugia dalla Tanzania e poi addirittura Baggio. Il Perugia ha sciupato molte occasioni, Rossi ha salvato la rete almeno quattro volte (5′ , 36′ , 39′ e 43′ della ripresa) ma il Milan ha certamente lottato con l’ orgoglio di chi non vuole cadere, al punto da consentire a Sacchi di sottolineare come anche in nove, ma giocando secondo regole precise si possa reggere il confronto. Una constatazione che forse lo aiuterà a ripartire, ma che non può attenuare il peso specifico negativo di una giornata che è destinata a segnare una stagione davvero fallimentare.

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