Matteo Soncin convocato anche per il match con la Fiorentina

CALCIO SERIE A Dopo il derby di Coppa Italia contro l’Inter, per Matteo Soncin, giovane portiere originario di Porto Viro (Rovigo) ed estremo difensore della Primavera del Milan, arriva anche la chiamata per il match di campionato 

继进入意大利杯的米兰德比大名单后,来自Porto Viro(Rovigo)的米兰预备队年轻门将Matteo Soncin又被米兰一线队召入联赛对佛罗伦萨的比赛。

Gigio Donnarumma era infortunato, Marco Storari si è fatto male durante il riscaldamento, così Matteo Soncin (16 anni di Porto Viro), è stato convocato da mister Gattuso per il derby di Coppa Italia del 27 dicembre, in panchina ovviamente. Ora per Marco Soncin si avvicina anche il match di Serie A contro la Fiorentina 
ULTIMA ORA – Nel primo pomeriggio di venerdì 29 dicembre purtroppo la notizia della mancata convocazione di Soncin che avrebbe avuto un problema durante la rifinitura (LEGGI ARTICOLO)

12月27日,意大利杯,米兰德比。由于Gigio Donnarumma有伤,Marco Storari在赛前热身时受伤,来自Porto Viro的16岁小将Matteo Soncin被Gattuso临时提上一队,作为一名候补球员。这次是意甲联赛米兰-佛罗伦萨的比赛,Soncin又被召入,作为Marco Storari的替补。

(12月29日下午消息,Soncin将不会进入米兰对佛罗伦萨比赛大名单)

2017-2018

Milano – Continua la favola del giovane Matteo Soncin, classe 2001, originario di Porto Viro, cresciuto nella ‘cantera’ del Bocar Juniors Cmp, squadra giovanile che recentemente ha sviluppato un progetto ampliando i propri orizzonti con un accordo di crescita con l’Adriese, e abbracciando le realtà di Ariano nel Polesine, Corbola e Bottrighe.
Primi passi nel Porto Tolle 2010, ossevato speciale di Piero Carnacina 
che ora guida il settore giovanile del Delta, poi Spal, Padova, Bocar e il Milan.

Matteo Soncin,2001年出生,来自Porto Viro。2010年,他被Piero Carnacina(现在是Delta青训部门主管)召入Porto Tolle俱乐部,之后先后进入Spal、Padua、Bocar和米兰青训。

Matteo Soncin milita nella Primavera del Milan, dopo la convocazione per il derby in Coppa Italia, disputato alla Scala del calcio di San Siro, mercoledì 27 dicembre, vinto 1-0 dai rossoneri di Gennaro Gattuso contro l’Inter di Luciano Spalletti, grazie alla rete di Patrick Cutrone siglata al minuto 104 (nel primo tempo supplementare), è stato nuovamente inserito nella lista dei disponibili per il lunch match contro la Fiorentina di Stefano Pioli, che verrà giocato allo stadio Artemio Franchi, sabato 30 dicembre, alle ore 12.30 

http://www.rovigooggi.it/stampa/2017-12-29/matteo-soncin-convocato-anche-per-il-match-con-la-fiorentina/

 

Una notte magica per Matteo Soncin

Il giovane portiere polesano è stato convocato nella formazione del Milan per il derby di Coppa Italia. la dirigenza del Bocar Junior: “Gli auguriamo una grande carriera”.
轻的polesine守门员Matteo Soncin进入了意大利杯米兰德比的大名单。Bocar Junior经理为他祝福:“我们希望他有伟大的职业生涯。”
 

“Notti magiche. Primo derby e prima vittoria! Grandissima prestazione”. Nove parole per commentare un sogno che si è realizzato. Senza dubbio quella di mercoledì è una serata che Matteo Soncin ricorderà per tutta la vita. Il giovane portiere polesano, che milita nella Primavera del Milan, è stato convocato da mister Gattuso nella panchina della prima squadra in vista del derby di Coppa Italia contro l’Inter, vinto 1-0. Per celebrare l’evento ha postato su Instagram una sua foto sul magico campo di San Siro, davanti ai tifosi rossoneri. 

“神奇的夜晚:首场德比和首场胜利!伟大的表现。”寥寥数词描述了梦想成真时的激动心情。无疑,周三的夜晚将会使Matteo Soncin终身难忘。

来自Polesine的年轻门将Soncin现在是米兰预备队的球员。在意大利杯的米兰德比中,教练Gattuso将他提上了一线队。为了庆祝这个神奇的夜晚,他在Instagram上发布了一张他站在圣西罗球场、面对着米兰球迷的照片。

Il giovane estremo difensore, classe 2001 e originario di Porto Viro, ha coronato così il sogno di prendere parte al derby di Milano, dopo aver mosso i primi passi nel settore giovanile del Porto Tolle 2010. Successivamente ha difeso i pali della Spal, del Padova e del Bocar Juniors prima della svolta con il passaggio al Milan nel 2015. 

2001年出生的Soncin来自Porto Viro,2010年从Porto Tolle俱乐部踏上球场,之后曾转会到Spal、Padova和Bocar Juniors,2015年突破性地转会到了米兰,现在他进入了米兰德比的名单。

Il dirigente del Bocar Junior, Mino Cattin, parla di come sia stata accolta la notizia della convocazione del giovane bassopolesano: “E’ stata una cosa veramente emozionante, appena è uscita la notizia eravamo tutti molto contenti. Questo è solo il primo passo di una carriera che per Mattia auguro di essere ricca di grandi soddisfazioni“. 

Bocar Junior总经理Mino Cattin对记者表示:“太激动了,听到这个消息我们都非常高兴。这只是他职业生涯的第一步,希望他心中也充满了满足感。”

http://www.polesine24.it/Detail_News_Display/LaVoceDelloSport/una-notte-magica-per-matteo-soncin

Mauro Suma:Dalla buonuscita di Galliani a quella di Thohir. Le pagliuzze Covisoc e Bonucci. E la trave? Juventus, Cristante il “cavallino” di Allegri

Per mesi i tifosi del Milan si sono lacerati e divisi, rimpallandosi accuse e insulti, attribuendo all’esosa liquidazione richiesta da Adriano Galliani il Milan bloccato e limitato da guerre intestine dall’ottobre 2013 al maggio 2016.  Non c’era, come volevasi dimostrare e come più volte scritto in questa sede, nessuna liquidazione. E’ un argomento inesistente, non previsto, non dovuto, che non a caso durante la lunga fase del closing rossonero, non è stato mai in alcun modo trattato o sfiorato. Dopo il closing, Adriano Galliani ha proseguito il suo lavoro nell’ambito dello stesso contratto che aveva, con Fininvest, da ad del Milan. C’è oggi un’altra liquidazione passata, quasi, sotto silenzio, ma sulla quale l’ambiente mediatico interista (che siano diventati più furbi?) non si sofferma punto. Una liquidazione, si è scritto, è stato anche smentito ma siamo abituati alle smentite cui si passa sopra e questo “dovrebbe” valere per tutti, da 200 milioni di euro come controvalore per le sue quote. Un argomento che sarebbe fra quelli che potrebbero limitare nettamente il mercato di gennaio interista. Qualcuno se lo vede Spalletti che ha bisogno come il pane di un difensore centrale, di un terzino e di un attaccante, mentre gli rispondono che fra i tanti problemi c’è anche quello, ehm, di affrontare il tema delle spettanze presidenziali, per cui, ehm, bisogna andarci piano e attendere un attimino?

Non sappiamo e non vogliamo sapere, non è questo il punto, se Bonucci non volesse smentire anche ufficialmente dopo aver fatto trapelare comunque le proprie smentite mercoledì sera in tutte le redazioni dei giornali, o cos’altro sia. Ma era doveroso per i giornali chiederselo. Esattamente, però, come altri si stanno ancora chiedendo che fine abbia fatto quel vertice, quella riunione, quell’incontro fra la Uefa e la Covisoc (la commissione di vigilanza del calcio italiano) che era stata presentata come il nuovo, allarmante, grado di giudizio per il Milan sul fronte domestico, dopo il no al voluntary agreement. Così come il Milan ha il dovere di riscattarsi sul campo davanti ai propri tifosi, i lettori dei giornali hanno il diritto di avere il seguito. Quindi? Quando lo diciamo che non c’è stato nessun vertice? Che c’è stata una semplice telefonata di Uefa a Covisoc per recepire i parametri italiani di iscrizione ai campionati per rendere omogenea la discussione del settlement? O nella settimana in cui l’intervista di Balotelli è uscita nello stesso momento, lo stesso mattino, con la stessa strategia giornale-tv che adottano i club calcistici come se esistesse un club trasversale con propri precisi punti di riferimento, il mondo della comunicazione che discute di se stesso deve bersagliare solo il Milan…Un Balotelli nuovo peraltro, riveduto e corretto, ecumenico nei confronti dell’Inter e sospettoso in maniera inedita sul Milan. Insomma c’è questa moda di dargli al Milan, sempre al Milan e solo al Milan. Ed è tutt’altro che sindrome da accerchiamento. Tra Brignoli e Bessa, ci sono semmai cerchi alla testa, non l’accerchiamento. E non siamo nemmeno masochisti, con proprio tutta la voglia del mondo di attirarci le contumelie dei tifosi dell’Inter. Ma diventa sospetto, non ce ne vogliano, ma quasi da sala macchine delle notizie, da centrale unica dell’ispirazione dei titolisti, che si dia addosso sempre e solo al Milan nella settimana in cui, oltre alla liquidazione di Thohir, le notizie lette sul web sono: il quotidiano sportivo cinese Titan che commenta (ma potrà?) che se “Suning è un vero patriota deve disimpegnarsi dall’Inter”; dopo l’emissione del bond sono stati dati in pegno, oltre a molto altro, anche alcuni conti correnti del club agli obbligazionisti; ballano 70 milioni per l’applicazione del fair play finanziario estivo; 25 milioni di naming rights rilevati nell’esercizio chiuso a giugno 2017 non sono ancora stati pagati; continuità aziendale dell’Inter che potrebbe essere a rischio in caso di applicazione estrema delle linee guida sugli investimenti all’estero elaborate nel corso del 2017 dal governo cinese. Credeteci, davvero, nessuno augura nulla a nessuno, mancherebbe, ma se in tutto questo il problema è la rassegna stampa di Bonucci, è come quella scena di Checco Zalone per la prima volta a tavola nella famiglia allargata di Bergen in Quo Vado…Non sarà un riferimento da storia del cinema, ma almeno ci capiamo.

Lo darà un occhio Massimiliano Allegri a Milan-Atalanta, prima di Juventus-Roma? Ce lo chiediamo, perchè è proprio la sua ultima partita da allenatore del Milan: 3-0 per i rossoneri, gennaio 2014. Da quel momento in poi, due punte o non due punte, il Milan non ha più fatto un solo gol in campionato contro l’Atalanta a San Siro. Ma Max butterà per alcuni minuti l’occhio sulla sfida di San Siro perchè lo fa sempre quando gioca il suo “cavallino”. Bryan Cristante, che Allegri ha fatto esordire nel Milan nel 2011, era proprio il “mio cavallino” per Allegri. Le due domande che faceva sempre il sabato erano: cosa ha fatto la Primavera? Come è andato il mio cavallino? Se questo possa preludere ad un futuro bianconero di Cristante lo si può supporre, ma non prevedere con esattezza. il fatto è che Cristante non è un giocatore per tutti gli allenatori. Come dimostrano le esperienze negative di Lisbona, di Palermo e di Pescara, prima di incontrare Gasperini, il centrocampista friulano ha bisogno del tecnico giusto, al momento  giusto e al posto giusto. Cristante, il nuovo Marchisio. Come suggestione ci sta, il resto si vedrà.

Parla Fassone «Milan mai più un’umiliazione come a Verona Il ritiro serve»

MILANO Natale in ritiro è l’ultimo cinepanettone sugli schermi di Milano: peccato che non sia un film comico. «La partita di Verona è stata un’umiliazione» ha confessato ieri sera Marco Fassone (foto) , ospite d’onore alla presentazione del libro di Carlo Pellegatti «Favole portafortuna per tifosi milanisti da 0 a 99 anni». «Domenica sera dopo la partita io, Mirabelli e Gattuso eravamo depressi. Poi lunedì abbiamo deciso che non esistevano i presupposti per festeggiare il Natale e neppure per far finta che non fosse successo nulla. Il ritiro di 4 giorni è un modo per capire il valore di essere il Milan» avverte l’ad. Musi lunghi (scontati) tra i giocatori per il castigo subìto. Se il campo regala più dolori che gioie, Fassone aspetta da Kakà un regalo. «Abbiamo parlato, prima di Natale ci sentiremo e vedremo se ci sarà la possibilità di far proseguire la favola». Un’altra storia, la soap Donnarumma, ha ancora il finale in sospeso: thriller o romantico? «Gigio mi ha rassicurato con il post su Instagram. E Raiola? Mi ha rasserenato pure lui». Fassone apre per il futuro a uno stadio di proprietà: «San Siro è un simbolo ma non ci permette di competere in un calcio moderno dove gli stadi rappresentano un valore fondamentale. Nel giro di 4-5 anni dobbiamo studiare cosa fare per essere competitivi». Difende una proprietà silenziosa e invisibile («non sentirete parlare il presidente: i cinesi hanno una filosofia diversa») e, nel giorno in cui l’Uefa ha sentito la Covisoc per recepire gli indici usati in Italia per garantire l’iscrizione delle squadre ai campionati così da utilizzarli nel settlement agreement, l’ad sulla mancata concessione del voluntary agreement spiega: «Ceferin ritiene che le sanzioni per i club che hanno sbagliato siano la strada corretta». Si parla di trionfi e vittorie del passato. «Speriamo non ci vogliano altri 99 anni».

 

Monica Colombo

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Lago (ex Uefa): «Il piano del Milan poteva passare, nessun rischio fallimento»

umberto-lago

Nessun rischio fallimento per il Milan e Uefa troppo severa con il club rossonero nel valutare la proposta di voluntary agreement rigettata formalmente dal Club Financial Control Body della Uefa nella giornata di venerdì 15 dicembre. Ne è convinto Umberto Lago, professore di Economia e Gestione delle Imprese presso l’Università di Bologna e già presidente della Camera investigativa della Uefa sul Fair Play Finanziario.

«Il rischio default è inesistente», spiega Lago alla Gazzetta dello Sport. «Se il rifinanziamento non andasse in porto, il Milan non fallirebbe: passerebbe a Elliott e la continuità aziendale verrebbe mantenuta».

Lago è scettico anche sull’atteggiamento che la Uefa ha avuto nei confronti della richiesta di voluntary agreement, la prima presentata da quando questa possibilità è stato inserita nel regolamento sul Fair Play Finanziario.

http://www.calcioefinanza.it/2017/12/19/nessun-rischio-fallimento-milan-voluntary-agreement-umberto-lago/

Natale a Milanello dopo il disastro di Verona

La società: «Ritiro a oltranza». Fassone non licenziabile con il finanziamento in corso

MILANO Non è stato, né poteva essere, senza conseguenze il disastro del Milan a Verona. Che, però, si limitano alla strigliata collettiva decisa dalla società: ritiro da oggi dopo l’allenamento «fino a data da destinarsi» (sabato c’è l’Atalanta, il 24, il 25 e il 26 era già stato previsto allenamento visto che il 27 c’è l’Inter in Coppa Italia) e cena di Natale tra giocatori e dirigenti (in programma ieri) annullata, perché con 5 punti in 5 partite (le ultime tre con un nuovo allenatore) la voglia di festeggiare è passata. Servirà a poco o nulla il ritiro (l’ultimo lo aveva deciso Sinisa Mihajlovic, senza evitare peraltro l’esonero la settimana successiva), per la società è un modo per fare gruppo e per ricordare che, nella distribuzione delle responsabilità — che non può escludere nessuno — qualcuna tocca anche ai giocatori. Che, quest’estate, è giusto ricordarlo, per tutti i commentatori formavano una rosa competitiva. Può essere che sia stato un abbaglio collettivo, può essere che la squadra sia stata costruita male (oggi pesa soprattutto l’assenza di un bomber), di sicuro i giocatori stanno tutti rendendo meno di quello che valgono.

Intanto, sentito il proprietario Yonghong Li, e dopo aver fatto il punto con Rino Gattuso in sede (che, a dispetto di alcune voci, non ha proprio pensato alle dimissioni), l’ad Marco Fassone e il ds Massimiliano Mirabelli hanno appunto deciso l’extrema ratio del ritiro a Milanello. L’analisi sulla disfatta di Verona era già stata sviscerata: sono stati considerati errori di natura tecnica (lo spostamento di Borini, uno a cui Gattuso non rinuncerebbe mai, terzino sinistro probabilmente non ha aiutato), sono tornati chiari i problemi caratteriali (oltre all’incapacità di reagire, non ha convinto l’approccio di chi è entrato a gara in corsa) e si è riproposto il tema della condizione fisica. La squadra ha sofferto le tre partite in otto giorni, mentre la situazione era migliorata dopo una settimana tipo di allenamenti.

Altre rivoluzioni non sono attese, nonostante il gossip sul Milan sia sempre acceso. Nello statuto, proprio su richiesta di Elliott che ha prestato 303 milioni, è stato scritto che l’ad Fassone non è licenziabile fino a quando è in corso il finanziamento (il fondo ha voluto anche che il voto dell’ad, in caso di parità in consiglio, valesse doppio). Detto questo, la priorità resta rifinanziare il debito: continua il lavoro con Bgb e Highbridge. La trattativa in esclusiva durerà fino alla settimana dell’Epifania; se non si dovesse concludere, si analizzeranno le offerte di altri soggetti.

 

Arianna Ravelli

©RIPRODUZIONE RISERVATA

UFFICIALE: CALABRIA-MILAN FINO AL 2022

14 dicembre 2017

UFFICIALE: CALABRIA-MILAN FINO AL 2022

Il nostro terzino classe ’96 ha rinnovato il suo contratto in rossonero. Il comunicato

Calabria-Milan: avanti insieme. Davide ha ufficialmente rinnovato il suo contratto in rossonero. Ecco il testo del comunicato:

AC Milan comunica che Davide Calabria ha rinnovato il proprio contratto economico con il Club fino al 30 giugno 2022.

I DERBY DI COPPA ITALIA

Dal giugno 1972 al gennaio 2000: negli ultimi 45 anni sono 19 i precedenti fra Milan e Inter

ANNI SETTANTA
La fase finale della Coppa Italia 1971-72 era strutturata in due gironi all’italiana, da quattro squadre ciascuna. Le due vincenti si qualificavano per la finale. Nel girone semifinale A erano comprese Milan, Torino, Inter e Juventus. I rossoneri arrivarono primi, anche grazie alle vittorie nei due derby: 1-0 il 7 giugno 1972 con gol di Sabadini e 1-0 il 28 giugno 1972 con rete di Bigon. Stessa formula ma risultati diversi nel 1974, con una vittoria nerazzurra, un pareggio e con il Bologna vincitore del raggruppamento. Nell’anno successivo, invece, una vittoria rossonera sempre con gol di Sabadini e un pareggio senza reti e rossoneri qualificati alla finale. Il vero grande risultato in questa manifestazione nelle disfide milanesi, il Milan lo centra invece nella finale-derby del 3 luglio 1977, la sera dell’addio al calcio di Sandro Mazzola: Milan-Inter 2-0 con reti di Aldo Maldera e Giorgio Braglia, San Siro tutto esaurito e grandi interviste del “bordocampista” Beppe Viola.

ANNI OTTANTA
Il nuovo decennio si apre con un piccolo Milan eliminato nel girone del primo turno, anche grazie ad uno 0-1 firmato Altobelli, nel derby milanese del 7 settembre 1980. Ma la delusione più cocente sarebbe arrivata l’anno dopo, 6 settembre 1981. Con una prova gagliarda, il Milan era in vantaggio nei minuti finali e qualificato al turno successivo grazie alle reti di Novellino e Jordan, ma il 2-2 di Bergomi all’89’ vanificò l’impresa rossonera. Grande rivincita milanista nel giugno 1985, addirittura in semifinale. All’andata, il 23 giugno, il Milan è molto rimaneggiato ma vince grazie ai gol di Virdis e Icardi. Nella partita di ritorno, l’1-1 di San Siro (gol rossonero di Scarnecchia) qualifica il Milan alla finale.

ANNI NOVANTA
Il derby di Coppa Italia con la superiorità rossonera più schiacciante, in termini sia di gioco che di risultato, è senza dubbio quello del 10 febbraio 1993, quarti di finale. Dopo lo 0-0 dell’andata, il Milan schiaccia sull’acceleratore e vince 3-0 in casa degli interisti con doppietta di Papin e rete di Gullit. L’Inter riesce a rifarsi un anno e mezzo dopo, questa volta a livello di ottavi di finale nell’ottobre 1994: due le vittorie, entrambe per 2-1, dei nerazzurri con le reti rossonere di Lentini all’andata e Donadoni al ritorno. Milan rimontato dopo essere passato in vantaggio sia all’andata che al ritorno. Il botto in questo decennio arriva però l’8 gennaio 1998 con il 5-0 milanista nella gara di andata degli ottavi di finale: sinfonia rossonera contro Ronaldo il Fenomeno, grazie alle reti di AlbertiniGanzSavicevic, autorete di Colonnese, Steinar Nilsen, 26enne norvegese entrato a sua volta nella storia delle stracittadine milanesi. L’1-0 interista nella sfida di ritorno non scalfì la qualificazione rossonera, anche se per un brutto fallo su Dejan Savicevic si concluse proprio in quella gara l’epopea rossonera del Genio montenegrino.

IL NUOVO MILLENNIO
Gli ultimi derby di coppa Italia fra rossoneri e nerazzurri risalgono ai quarti di finale del gennaio 2000, circostanza nella quale venne sperimentato il doppio arbitro. Nella gara di andata, la squadra di Marcello Lippi superò quella di Alberto Zaccheroni cui non bastò la doppietta di Shevchenko nel 2-3 finale. Nella gara di ritorno, 1-1 con goleador d’eccezione (Sheva per il Milan e Roberto Baggio per l’Inter) e nerazzurri qualificati. La partita di andata fu quella dell’unico gol segnato in carriera da Clarence Seedorf contro il Milan.

Ricordiamo che è iniziata la prima fase di vendita dei biglietti in vista del Derby di TIM Cup in programma mercoledì 27 dicembre. Per maggiori informazioni visita tickets.acmilan.com

https://www.acmilan.com/it/news/tbt/2017-12-14/i-derby-di-coppa-italia