Milan, nuova holding in Lussemburgo: ecco la Rossoneri Champions Investment

Spunta una nuova holding nella galassia rossonera di Yonghong Li. In questi giorni infatti è stata costituita una nuova società veicolo in Lussemburgo.

L’ultima holding si chiama Rossoneri Champion Investment Lux Sarl: costituita il 10 aprile scorso, i documenti sono stati ufficialmente depositati oggi, 20 aprile. L’unico socio della holding da 12mila euro di capitale è la Rossoneri Sport Investment Co. Limited, veicolo creato ad Hong Kong da Yonghong Li negli scorsi mesi e protagonista anche per quanto riguarda le caparre che sono state versate a Fininvest durante la trattativa per la cessione del Milan.

Unico rappresentante della holding, che ha come oggetto l’acquisto di partecipazioni in società e la loro gestione, è Chen Huashan, altro soggetto noto in quanto rappresentante anche dei vari altri veicoli utilizzati nell’affare. Così come ad Hong Kong, ora anche in Lussemburgo sono presenti due veicoli dallo stesso nome: anche in Asia infatti esistono una Rossoneri Champion e una Rossoneri Sport Investment.

All’interno dello statuto della Rossoneri Champions Investment Lux, inoltre, si fa riferimento ad ua holding nata anch’essa nelle ultime settimane, ovverosia la Project RedBlack sarl. La Project Redblack è il veicolo che sarebbe stato utilizzato da Elliot per il finanziamento a Yonghong Li: i soci infatti sono la Blue Skye e due holding con sede negli Usa che farebbero riferimento allo stesso fondo statunitense.

In che modo la Project Redblack è presente nello statuto della Rossoneri Champions Investment Lux? All’interno dell’articolo 6.4, in cui viene fatto riferimento ai diritti (relativi alle quote azionarie) che possono essere esercitati da chi ha ricevuto in pegno le stesse azioni. E, in questo caso, nello statuto si fa chiaramente riferimento a Project Redblack come “creditore pignoratizio” delle quote della Rossoneri Champions Investment Lux.

Carlo Festa:Il Milan passa ai cinesi. Da Mr Bee a Mr Li, documenti, segreti e retroscena di 3 anni di trattative

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Il Milan passa ai cinesi dopo circa tre anni di trattative. Prima del nuovo proprietario, Yonghong Li, che ha impiegato otto mesi a conquistare il club, si erano infatti presentati a Milanello presunti tycoon, intermediari, fino a principesse thailandesi, dame cinesi, tutti interessati a mettere le mani sulla squadra più amata in Asia. Su Amazon esce BerlusClosing: un libro che ricostruisce questi tre anni di trattative con retroscena segreti, dietro le quinte, ricostruzioni minuziose, interpretazioni finanziarie e politiche, analisi di bilanci e, infine, documenti esclusivi. Come i primi contratti firmati tra Elliott e Yonghong Li per sottoscrivere il contratto di finanziamento da 303 milioni di euro. Viene inoltre data la lista minuziosa di proprietà di Yonghong Li in Cina. L’interpretazione, anche politica, dell’ingresso di Paolo Scaroni, ex manager Eni, in Cda. Il nuovo piano industriale che dovrà realizzare Marco Fassone. Fino a ripercorrere le trattative passate: quella di Mr Bee, con le informazioni segrete del thailandese sul dossier Apollo. E poi ancora l’ingresso sulla scena, oltre che della dama cinese, anche di una principessa thailandese interessata un anno fa a comprare il Milan. Per finire con la vicenda, anche giudiziaria, che ha colpito la Tax & Finance, società di consulenza di Lugano che era advisor di Mr Bee. Con tutte le leggende metropolitane sulla provenienza dei soldi che hanno costretto l’avvocato di Silvio Berlusconi, Nicolò Ghedini, a portare le carte dei documenti bancari in Procura.

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Carlo Festa: Milan, arrivano stamattina gli ultimi 190 milioni per Fininvest. Prestiti da Huarong

Conto alla rovescia per il closing sul Milan. Mentre Yonghong Li sta finalizzando ad Hong Kong la raccolta dei restanti 190 milioni di euro da dare a Fininvest, la scaletta di marcia per la chiusura dell’affare con la holding della famiglia Berlusconi sembra ormai pronta, tranne sorprese dell’ultima ora: il braccio destro Han Li è già atterrato a Milano e giovedì è previsto il closing, con le firme sui contratti, mentre venerdì in mattinata è programmata la conferenza stampa a Casa Milan e l’assemblea dei soci e nel pomeriggio la riunione del nuovo Cda che sarà guidato da Marco Fassone.
Si avvicina, dunque, la fine della oltre trentennale proprietà di Silvio Berlusconi sul Milan. Questa volta non dovrebbe esserci un nuovo rinvio della chiusura dell’operazione, dopo i due già archiviati ai primi di dicembre e ai primi di marzo. Tuttavia Yonghong Li dovrà completare la sua impresa ad alto rischio: cioè raccogliere gli ultimi soldi necessari (190 milioni) dopo i 250 milioni già versati a Fininvest e i 180 milioni prestati dal gruppo statunitense Elliott (supportato dalla società londinese Blue Skye) per finanziare l’acquisizione (a cui si aggiungono altri prestiti per 125 milioni per le necessità del club rossonero).
Dove sta trovando Yonghong Li questa ulteriore somma? Il copione sarebbe più o meno lo stesso seguito in occasione delle altre caparre: cioè in parte sarebbero risorse dello stesso uomo d’affari e, in parte, ci sarebbe ancora il finanziamento di Huarong, attiva sempre tramite una sue sede offshore (probabilmente alle Isole Vergini Britanniche) in modo da superare possibili veti delle autorità governative cinesi all’espatrio di capitali. Solo nel caso in cui, al momento improbabile, Mr Li non riuscisse a raccogliere tutta questa somma, potrebbe profilarsi un altro rinvio.
Ma secondo indiscrezioni vicine all’entourage di Yonghong Li, al momento tutto sta procedendo secondo programmi e Rossoneri Sport Investment Luxembourg (veicolo creato per effettuare l’operazione) avrebbe tutti i fondi necessari.
Così le ultime novità riguarderebbero il nuovo Cda. Mentre Silvio Berlusconi sembra propenso a rifiutare la presidenza onoraria, sembra ormai definito un board a otto membri (4 cinesi e 4 italiani) dove ai nomi di Fassone, Marco Patuano e dell’avvocato Roberto Cappelli si dovrebbe aggiungere, come indipendente, Paolo Scaroni, ex-Ad di Eni. Nel Cda entrerà anche, ma come osservatore, un manager di Blue Skye, cioè Salvatore Cerchione. Infine verrà costituito un comitato consultivo dei creditori (formato da Franck Tuil, manager di Elliott, e da Gianluca D’Avanzo) che verrà informato da Fassone sul business plan del club.Così Yonghong Li (assieme ai suoi advisor Gianni Origoni Grippo Cappelli e Rotschild) sta finendo di giocare la sua partita ad alto rischio: dal closing in avanti dovrà lavorare intensamente per raddoppiare il giro d’affari del club, grazie allo sviluppo in Cina, e puntare all’Ipo in Hong Kong in 18 mesi. Secondo le interpretazioni di alcuni osservatori, potrebbe tentare di farlo in quanto per le società con capitalizzazione superiore ai 500 milioni basta un anno di bilancio in utile e non tre anni.

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