Bianchessi a MC: “Orgogliosi del lavoro fatto con l’attività di base. Modello Milan unico e in continua evoluzione”

Queste le dichiarazioni rilasciate dal Responsabile dell’attività di base del Settore Giovanile rossonero, Mauro Bianchessi, in esclusiva a Milan Channel:

“Siamo molto orgogliosi del lavoro fatto. E’ un gruppo importante ma non dimentichiamoci che sono molto giovani, sono 2004 ma il collettivo è forte. Sono tre anni che non perdono una partita, ad oggi siamo contenti, anche dei 2005 che stanno mantenendo uno step di risultati importanti. Siamo molto contenti, i 2005 è il terzo anno consecutivo che vincono il Torneo Forte dei Marmi, c’erano delle squadre molto dure da battere ma abbiamo fatto molto bene. Calabria è arrivato a 11 anni, il Modello Milan è unico, abbiamo un mix di allenatori di grande esperienza, è un buon equilibrio, abbiamo degli ottimi allenatori e abbiamo 37 giocatori nelle rispettive nazionali. L’attività agonistica è il completamento del percorso. Il nostro obiettivo non è la vittoria dei tornei e campionati ma portare avanti giocatori per la Prima Squadra. Il Modello Milan è sempre in evoluzione che non anticipo e riguarda la prossima stagione, un master. Partendo più presto con questa filosofia di gioco meglio sarà per l’obiettivo Prima Squadra”.

http://www.milannews.it/settore-giovanile/bianchessi-a-mc-orgogliosi-del-lavoro-fatto-con-l-attivita-di-base-modello-milan-unico-e-in-continua-evoluzione-206216

Bianchessi a MC: “Orgogliosi del lavoro fatto con l’attività di base. Modello Milan unico e in continua evoluzione”

Queste le dichiarazioni rilasciate dal Responsabile dell’attività di base del Settore Giovanile rossonero, Mauro Bianchessi, in esclusiva a Milan Channel:

“Siamo molto orgogliosi del lavoro fatto. E’ un gruppo importante ma non dimentichiamoci che sono molto giovani, sono 2004 ma il collettivo è forte. Sono tre anni che non perdono una partita, ad oggi siamo contenti, anche dei 2005 che stanno mantenendo uno step di risultati importanti. Siamo molto contenti, i 2005 è il terzo anno consecutivo che vincono il Torneo Forte dei Marmi, c’erano delle squadre molto dure da battere ma abbiamo fatto molto bene. Calabria è arrivato a 11 anni, il Modello Milan è unico, abbiamo un mix di allenatori di grande esperienza, è un buon equilibrio, abbiamo degli ottimi allenatori e abbiamo 37 giocatori nelle rispettive nazionali. L’attività agonistica è il completamento del percorso. Il nostro obiettivo non è la vittoria dei tornei e campionati ma portare avanti giocatori per la Prima Squadra. Il Modello Milan è sempre in evoluzione che non anticipo e riguarda la prossima stagione, un master. Partendo più presto con questa filosofia di gioco meglio sarà per l’obiettivo Prima Squadra”.

Di Maldini ce n’è due, come Paolo non c’è nessuno – GQItalia.it

Trentun’anni fa esordiva l’ultimo, grande terzino della storia del nostro calcio. Lo racconta Gigi Potacqui di Romanzo Calcistico

[Testo di Gigi Potacqui di Romanzo calcistico]

Leggenda vuole che Niels Liedholm, il barone, poco prima del match, si rivolse così ai suoi collaboratori: «Faccio giocare il fanciullo, il figlio di Cesare». Allorchè tutti gli chiesero: “Barone, ma è bravo il figlio di Cesare?” E Niels: «Sì, molto. E più di suo papà».

Non si sbagliava affatto l’indimenticato allenatore svedese.

Aveva sedici anni Paolo Maldini, quando venne lanciato nella mischia per la prima volta, in quel match di gennaio del 1985, in un Friuli coperto di neve, come se anche il cielo si volesse prostrare ai suoi piedi, dedicandogli il paesaggio più bello.

Da lì in poi saranno venticinque anni di successi, di record su record, di trofei su trofei. Dalle 5 Coppe Campioni ai 7 Scudetti, dalle 5 Supercoppe Europee alle 3 Coppe Intercontinentali, per concludere con le 5 Supercoppe italiane e una Coppa Italia. In totale fanno 26 titoli, in 902 presenze, record assoluto nella storia del Milan.

«Vorrei essere ricordato come una persona normale» dirà il capitano.

Ecco, qui ci sarebbe da discutere. Perché obiettivamente normale non lo è stato. Paolo è una vera e propria leggenda del calcio mondiale, e lo sarà fino alla fine dei giorni, semmai ci sarà. Questo è chiaramente oggettivo.

Per dare un’idea più precisa di cosa è stato Paolo Maldini, basta sentire le parole di uno dei più forti attaccanti mai esistiti, Ronaldo, “O’ fenomeno” per intenderci: “Maldini è stato il più forte difensore con cui mi sono dovuto confrontare. Contro di lui era sempre durissima.”. Se lo dice uno che per fermarlo dovevi sparagli…

E se poi anche l’Equipe, celebre testata francese (Sì ok, per noi italiani la testata più celebre è un’altra!), una che di certo non si è mai fatta problemi a screditare l’Italia e i suoi figli, incorona Paolo Maldini, scrivendo che «In 23 anni di carriera non si è mai allontanato da un senso della morale, del dovere, della fedeltà e dell’etica che ne fanno una delle icone del calcio», allora qui signori siamo ufficialmente davanti ad un giocatore mitologico.

Si, un mito. Il mito di “Cuore di drago” Maldini, eroe leggendario che vivrà per sempre nei più malinconici romanzi calcistici.

[testo di Gigi Potacqui di Romanzo Calcistico]

https://www.gqitalia.it/sport/calcio/2016/03/22/di-maldini-ce-ne-due-come-paolo-non-ce-nessuno?refresh_ce=