Il tam tam delle indiscrezioni sui vertici di Milan e Inter

Chi comanda in casa Milan e Inter? La domanda sorge spontanea anche negli ambienti finanziari, dove si guarda con curiosità alle vicende ai piani alti dei rossoneri e dei nerazzurri. Secondo i rumors, malgrado il patto di convivenza raggiunto alla fine dello scorso anno grazie all’intervento di Silvio Berlusconi e del mediatore Bruno Ermolli, non sarebbe per niente rasserenata la situazione tra Barbara Berlusconi e Adriano Galliani.

L’ascesa ad amministratore delegato della figlia di Silvio Berlusconi con la separazione delle competenze da quelle di Adriano Galliani sembra aver congelato la diatriba tra i due almeno fino al termine del campionato. Secondo i bene informati Barbara avrebbe ottenuto dal padre l’impegno ad investire un po’ di più sul rafforzamento dei rossoneri, rispetto al magro budget degli ultimi anni. Dal canto suo Galliani (che ha sempre difeso l’operato di Massimiliano Allegri fino a poche ore prima dell’arrivo di Clarence Seedorf) sarebbe in attesa degli eventi, indeciso sul da farsi anche per il forte legame sentimentale che lo lega al Milan dopo quasi 30 anni di militanza rossonera. Una lunghissima esperienza che, in alcuni ambienti societari, è stata confrontata (peraltro in modo un po’ ironico) con le dichiarazioni di Barbara Berlusconi di qualche mese fa  all’HuffPost quando la figlia dell’ex-premier ha spiegato che in tre anni di Milan ha maturato l’esperienza e la competenza necessaria per dare un contributo importante alla società.

Se poi si guarda in casa Inter, la domanda sorge ancora più forte. Chi comanda in casa Inter? I rumors su Erick Thoir si sprecano in queste settimane. Forse a molti è sfuggito un colonnino al veleno oggi del Corriere della Sera a firma di Daniele Dallera, firma di via Solferino che si scomoda pochissime volte e mai a caso. Dice Dallera: “Le voci che girano su Thoir sono tante, troppe, nate fin dalla sua apparizione sul palcoscenico del calcio italiano. Per fermare questo fastidioso tam tam non c’è che una strada: fare davvero il presidente. Ma è lui il proprietario dell’Inter o l’esponente di punta di una cordata indonesiana più affollata di quanto si sapeva, che ne condiziona i movimenti in termini economici?” Insomma, che per Milan e Inter fossero finiti i tempi dei grandi acquisti lo si sapeva da tempo. Meno certo è quello che potremo sapere in futuro sui vertici societari.

PRIMAVERA: OGGI E’ DERBY

oggi alle 14.30 Inter-Milan in diretta su Milan Channel.

MILANO – Dopo lo sfortunato epilogo su calcio d’angolo e ai tempi supplementari del derby di Coppa Italia disputato lo scorso 21 Dicembre allo Stadio Brianteo di Monza, torna Inter-Milan Primavera.
Si gioca oggi alle 14.30, in diretta su Milan Channel, come recupero dell’8′ giornata del Campionato Primavera TIM. L’arbitro sarà il signor Rosario Albisso, sezione arbitrale CAN di Palermo.

Al termine della partita quattro ragazzi rossoneri, da Iotti a Calabria, da Piccinocchi a Pinato, raggiungeranno il Centro tecnico federale di Coverciano per rispondere alla convocazione per lo stage della Nazionale Under 19. Ieri invece è finita con il risultato di 5-0 l’amichevole giocata dall’Italia Under 16 contro gli Allievi ’97 della Fiorentina. Sei i rossoneri impiegati nel match: Malberti, Iudica, Llamas, Crosta, Mastour e Cutrone. Questi due sono andati in gol: l’ex Reggiana al 61′ mentre Cutrone ha realizzato una doppietta segnando al 18′ e al 33′.

Intanto è stata resa nota la giornata di gara della partita valida per gli Ottavi di finale di UEFA Youth League: Chelsea-Milan, Stadio EBB, Aldershot Town, Martedì 25 Febbraio 2014 alle 16.00.

Questo invece il programma complessivo di gare di oggi del Settore Giovanile del Milan:
domenica 12 gennaio 2014
Primavera
INTER-MILAN, 8′ andata recupero, ore 14:30, CS G.FACCHETTI VIA SBARBARO 5/7 MILANO

Allievi Nazionali
MILAN-MODENA, 1′ ritorno, ore 15:00, CS VISMARA Via dei Missaglia 117 Milano campo Stadio (suss D)

All. I/II div.
ALBINOLEFFE-MILAN, 1′ ritorno, ore 14:30, CAMPO KENNEDY VIALE RIMEMBRANZE 12 ALBINO (BG)

Giovanissimi Nazionali
MILAN-ATALANTA, 1′ ritorno, ore 11:00, CS Vismara Via dei Missaglia 117 MILANO campo F

Braida, l’uomo dei colpi mercato del Milan – Panorama

Estate 2003. Braida arriva a Milano con uno dei suoi colpi di mercato, il giovane Kakà – Credits: CAVICCHI/GUATELLI ANSA-CD

Schivo e taciturno, nonché riottoso e poco avvezzo alle interviste: Ariedo Braida in ventisette anni di Milan ha preferito agire ed operare all’ombra di Adriano Galliani. Eppure diversi colpi di mercato dell’epopea trionfale berlusconiana portano la firma di colui, che sino a poche ore fa è stato il diesse rossonero.

Negli ultimi anni la sua figura è scivolata ai margini della trattative del club milanista, ma in passato proprio alcune intuizioni dell’ex centravanti del Monza avevano regalato autentici campioni alla folla di San Siro. Molti dei quali sarebbero divenuti, poi proprio all’ombra della Madunina, addirittura Palloni d’Oro.

Una collezione straordinaria ed iniziata con Marco Van Basten. Il Cigno di Utrecht sembrava destinato alla Fiorentina, ma con un blitz Braida lo strappò all’Ajax a parametro Fifa per due milioni di Franchi (circa 1,8 miliardi delle vecchie lire) con un anno d’anticipo. Un’operazione che lasciò di stucco molti operatori di mercato, che avevano caldeggiato ai rossoneri l’ingaggio della stella del Liverpool Ian Rush. Il gallese sarebbe poi fino alla Juventus, dove non lasciò particolari tracce (7 reti) tanto da essere rispedito al mittente appena dodici mesi dopo.

Braida nelle sue scelte è stato spesso incurante del parere altrui: è il caso di George Weah, ingaggiato dal Psg per undici miliardi nell’estate del 1996. Fabio Capello si mostrò contrario e scettico sulla bontà di tale operazione, tanto da bollare come “cameriere” il Re Leone liberiano nel giorno della  presentazione ufficiale. Due Scudetti e un pallone d’oro per il centravanti africano diedero, ai posteri, ragione al braccio destro operativo di Adriano Galliani.

Pur di non perdere l’estro e la classe di Zvonimir Boban, escogitò il  “parcheggio” al Bari. Nell’estate del 1991, infatti, il Milan aveva esaurito gli slot a disposizione per gli stranieri e il Bayern Monaco era in agguato: così l’apprendistato in Puglia permise ai rossoneri di anticipare i bavaresi e  accaparrarsi il gioiello croato.

Due invece i colpi dei quali il dirigente va particolarmente orgoglioso: Frank Rijkaard e Andrey Shevchenko. Il primo fu soffiato allo Sporting Lisbona in mezzo alla folla lusitana inferocita, che costrinse Braida a scappare da un’uscita secondaria della sede del club portoghese, nascondendo il contratto firmato addirittura nelle mutande. Per il cannonniere ucraino parecchie missioni in incognito nel gelido e rigido inverno di Kiev. Un colpo assestato nell’estate del 1999 per quarantuno miliardi del vecchio conio grazie alla collaborazione degli agenti Damiani e Parisi.

Nei meandri di tante intuizioni straordinarie, anche alcuni abbagli clamorosi. Storico quello dell’estate ’96, allorquando preferì puntare su Christophe Dugarry invece che su Lizarazu e Zidane nel Bordeaux dei miracoli e capace di  arrivare sino alla finale di Coppa Uefa. Un flop clamoroso come il tentativo, in salsa revival, l’anno successivo di ricostruire il Grande Milan degli  Olandesi: Reiziger, Bogarde e Kluivert si rivelarono delle meteore nel firmamento delle stelle milaniste e la squadra sprofondò addirittura al decimo posto.

Uno solo, altresì, il rimpianto di una carriera quasi trentennale col Diavolo, ovvero il gigante d’ebano Patrick Vieira. Scovato appena maggiorenne al Caen proprio da Braida, ma scaricato a cuor leggero pochi mesi dopo all’Arsenal. Un errore dovuto anche alla giovane età del mediano e ai pochi spazi concessi all’epoca da Fabio Capello. Un rimpianto mai cancellato e sicuramente più pesante da metabolizzare rispetto alle ultime, deludenti, missioni sudamericane, dalle quali Braida tornò con in dote i carneadi Mattioni e Grimi.

Trascorso il Capodanno a Courmayeur insieme agli amici intimi e di vecchia  data, nonché alla compagna Giuditta, l’ormai ex diesse milanista è pronto a ripartire. Chi lo conosce sussura di un Ariedo Braida ancora motivato e desideroso di scovare nuovi campioni, nonostante l’età avanzata e pensionabile l’uomo mercato di Precennico è pronto per un’altra avventura. Lo corteggia la  Sampdoria, ma il desiderio sarebbe quello di intraprendere un’esperienza all’estero. Per chi volesse accaparrarsi in anticipo i futuri Palloni d’Oro, Braida potrebbe rappresentare un prezioso consigliere.

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