Maldini indica la strada al Milan «Torneremo ad Atene a maggio»

APPUNTAMENTO

Senza Nesta e Kaladze, i rossoneri raggiungono la capitale greca per la sfida con l’Aek. Il capitano: «Ho vissuto altri momenti così, vedrete che saremo qui a giocarci la finale»

MILANO — Ventidue punti dalla vetta, undici pali in dodici partite, sei giocatori in infermeria. Non bastasse l’astinenza degli attaccanti (tre gol per quattro punte dall’inizio del campionato a oggi), a spiegare la discesa agli inferi dei milanisti intervengono nuovi numeri. Impietosi, freddi, da brivido. Il punticino rimediato sabato pomeriggio a Empoli non risolleva le sorti dei rossoneri, inchiodati nella colonna di destra della classifica, bloccati nella risalita da un cocktail micidiale di avversità: sfortuna più infortuni.

I legni fin qui colpiti — con precisione chirur gica — sono undici, una cifra record se si considera che sono stati spalmati su dodici partite. L’ultimo Pa perino della situazione è Ricardo Oliveira: ha centrato traversa e palo nella tana dei to scani nel giro di mezz’ora. «Non dobbiamo piangerci addosso: far lo significherebbe ma nifestare una situazio ne di debolezza», spiega Christian Brocchi, uno dei milanisti più lucidi in questa fase di sbando. Ancelotti scrolla il capoccione risbando. Ancelotti scrolla il capoccione ri pensando a quella sfiga che si è appiccicata addosso alle magliette dei suoi e che non se ne vuole più andare. «Ma quando finirà questo periodo?» si è chiesto sabato sera il tecnico dei rossoneri, dopo un lungo summit negli spogliatoi con l’amministratore delegato rossonero, Adriano Galliani.

Solo Maldini, che nei suoi vent’anni di Milan ha sollevato Coppe dei Campioni ma ha vissuto anche tanti momenti grigi negli anni di Taba rez, Sacchi e Capello bis, prova, attraverso i microfoni di Milan Channel, a risollevare il morale dello spogliatoio: «Quello che stiamo attraversando non è un periodo di buona sorte: ciò che abbiamo dato a Empoli, in altre occasioni era sufficiente per sbloccare le partite. In questa stagione invece non è così. Però nell’ultima gara abbiamo dimostrato di aver raggiunto una buona unità di squadra, siamo rimasti concentrati fino all’ultimo minuto. Non pecco di ottimismo se considero quest’ultima prestazione il primo passo per uscire dalla crisi».

Nella sede di via Turati l’umore non è roseo ma non è nemmeno sotto i tacchi: regna la con sapevolezza che, lavorando nella direzione intrapresa, prima o poi si registrerà un’inversione di tendenza. «Non potrà girare sempre tutto storto come è stato finora». Anche Silvio Berlusconi, dal suo buen ritiro di Macherio, non ha infierito su animi già provati.
Per fortuna questa mattina la truppa partirà per Atene, dove domani sera affronterà l’Aek: quando il Milan sente la musichetta della Champions si rianima. Nella massima competizione europea la qualificazione è solo a un passo e allora Maldini, sfogliando gli almanacchi ricorda ai suoi compagni: «Questa stagione mi ricorda molto quella 2002-03, contrassegnata da grandi problemi in campionato ma ri solta con uno strepitoso successo in Coppa dei Campioni. Quello deve essere il nostro obiettivo oggi: allenar ci per tornare ad Atene il 23 maggio, per la finalissima».

Nel frattempo Ancelotti affronterà l’ennesimo impegno di questo autunno tribolato senza sei giocatori, nella consueta situazione di emergenza. Lo staff medico è stato costretto ieri mattina a constatare il forfait di Nesta (ancora problemi alla spalla lussata) e i mancati recuperi di Ambrosini e Kaladze, il primo in risalita dopo uno stiramento, il secondo reduce da uno strappo. Se si considera che in infermeria giacciono pure Serginho, Gattuso e Favalli, il quadro clinico è completo. A vivacizzare la partenza per la Grecia ci ha comunque pensato Lippi che, nel corso di «Quelli che…», ha confessato di aver ricevuto solo una mezza offerta dalla nazionale messicana. E dal Milan? «Chi può dirlo? Da qui a maggio possono cambiare tante cose».

Monica Colombo

fondo: 20 Novembre 2006 Corriere dello Sport

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