INTRIGO BOBAN ‘ DEVO ANDARE IN GUERRA’

MILANO – “Mi vogliono mandare in guerra, ho bisogno d’ aiuto”. Così ieri sera Zvonimir Boban si è presentato nella sede del Milan dopo un viaggio di dieci ore in automobile assieme al padre Marenko, maresciallo della Poljcia croata. Un viaggio angoscioso con alle spalle lo scenario della sporca guerra che sta devastando la Jugoslavia? Quello di Zvonomir Boban ieri è stato senza dubbio un viaggio pieno di ansie e di rovelli, su cui pesa sicuramente la gran confusione che regna in Croazia e a Zagabria ma dietro al vistoso e disperato appello probabilmente prevalgono interessi più immediati e ben diversi. Dopo il lungo colloquio di due ore con il direttore sportivo del Milan Braida, Boban pare aver ottenuto l’ aiuto che cercava: un permesso di soggiorno da mostrare alle autorità militari di Zagabria per poter continuare a starsene a giocare in Italia senza essere considerato un disertore. Ma non è solo di questo che hanno parlato. Boban cerca certezze, teme di essere scaricato a Bari definitivamente, teme che il Milan non si dia da fare per farlo andare a Milanello la prossima estate e non si batta per garantirgli un transfert definitivo da parte della Fifa. La confusa situazione croata avrebbe alimentato altri appetiti, richieste di denaro, soldi che forse il padre di Boban avrebbe promesso a qualche maggiorente. Cose poco chiare su cui al Milan hanno preferito sorvolare sottolinenado i problemi immediati. Oggi comunque Boban riparte per Zagabria dove troverà i suoi documenti. “Già mercoledì potrà tornare in Italia, a Bari”, assicura Braida, che poi butta acqua sul fuoco: “Il ragazzo è sensibile, aveva delle paure. Lo abbiamo tranquillizzato, il Milan mantiene i suoi impegni”. Quando ancora non era certo che ieri Boban si serebbe presentato a Milano a Bari erano già fiorite molte ipotesi. Grandi manovre che avevano come punto di riferimento più che il “travaglio” per la situazione croata il futuro del giocatore al Milan. Un futuro molto precario innanzitutto perché Boban ha al momento in mano un transfer che scade a giugno, cosa che autorizza ragionevoli perplessità su quello che potrebbe accadere successivamente. Ma in bilico appare alla famiglia Boban anche il rapporto con il Milan ora che la società rossonera ha definito il contratto con Savicevic. A Bari il giocatore non era tranquillo, ogni giorno chiamava il Milan e parlava con Braida, il rappresentante rossonero di cui si fida, il suo punto di riferimento, sicuramente il depositario di tutti i particolari di questa operazione che va letta tenendo presenta anche il caos in cui versano le strutture calcistiche jugoslave in generale e della Croazia in particolare. Il Milan si sarebbe assicurato Boban pagando alla sua società, la ex Dinamo di Zagabria oggi ribatezzata Haskgradianski, nove miliardi; e stabilendo con il giocatore un contratto di cinque anni a 700 milioni a stagione. Quando l’ accordo venne raggiunto naturalmente non si parlava di prestiti e nemmeno del Bari. Una soluzione che il Milan ha dovuto trovare per riportare la calma nella squadra e dare a Gullit la serenità che l’ olandese chiedeva.

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1991/12/31/intrigo-boban-devo-andare-in-guerra.html

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